An e Udc: blocchiamo i loro investimenti

da Roma

Inaccettabile, antieuropea, moralmente discutibile. L’iniziativa francese rischia di suonare come una marcia funebre per l’Europa unita. La Casa delle libertà compatta reagisce allo stop della Francia sull’energia e chiede che il governo italiano adotti misure protezionistiche dello stesso valore nei confronti dei cugini d’Oltralpe.
«Noi siamo europeisti, ma non si può esserlo a intermittenza o a seconda delle convenienze. Come per l’Islam ci vuole reciprocità anche in Europa», osserva il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini.
Niente ritorsioni ma «viva il coraggio di De Villepin, Berlusconi prenda esempio e faccia quello che ha fatto lui», attacca il ministro del Welfare, Roberto Maroni. «Ha fatto bene il governo francese: chiamato a scegliere se difendere gli interessi nazionali o ubbidire a regole imposte da altri, cioè l’Europa, ha scelto l’interesse nazionale - prosegue Maroni -. Il che vuol dire due cose: che i francesi se ne fregano di Bruxelles, cioè dell’Europa, e che il governo italiano dovrebbe prendere esempio dal governo francese». Dunque per Maroni anche l’Italia deve rivendicare la propria autonomia «quando è in gioco l’interesse nazionale» e annuncia che la Lega riunirà oggi stesso la propria segreteria politica e chiederà al premier di utilizzare il metodo di De Villepin nei settori critici del nostro sistema produttivo, in particolare, precisa, «nel tessile-abbigliamento». Rincara la dose l’ex ministro Roberto Calderoli. Visto che «nel nostro Paese i francesi si sono comprati le catene alimentari, le banche e tutto il resto» anche l’Italia deve difendersi. E dunque, dice Calderoli, la Lega presenterà già «questa settimana una proposta in Consiglio dei ministri per reagire al protezionismo francese».
Parole di condanna anche da Stefano Saglia, responsabile Industria ed energia di An, che parla di una decisione «discutibile persino moralmente visto che Francia e Italia firmarono un Protocollo per sancire la collaborazione nel campo energetico: oggi scopriamo che per il Paese d’Oltralpe l’impegno è carta straccia». E dunque Berlusconi, anche d’intesa con Prodi, «farebbe bene a pensare a un decreto che blocchi tutte le operazioni di concentrazione, con riflessi in Italia, che vedono protagoniste aziende verticalmente integrate e in posizione dominante nel Paese d’origine». Oltretutto c’è già a disposizione come «strumento legislativo la legge Marzano». Saglia suggerisce di verificare la possibilità di congelare «gli investimenti di Eon e Edf». Sulla stessa linea il segretario Udc, Lorenzo Cesa. «Il comportamento della Francia è inaccettabile, anti-europeo e illiberale - dice Cesa -. Il governo italiano prenda subito le contromisure. Se necessario anche nei confronti delle aziende francesi che stanno cercando di mettere un piede nelle nostre banche, ferrovie e in altri importanti settori, e a mettere la questione del protezionismo francese al centro del dibattito europeo». Cesa promette di «sollevare il caso a Strasburgo» visto che i francesi, dopo la bocciatura della Costituzione europea hanno compiuto un altro «gravissimo atto di anti-europeismo».