E Unicredit «taglia» il rischio dei subprime

da Milano

Una volta a regime nel 2010, l’innesto di Capitalia produrrà 125 milioni di sinergie lorde in più rispetto a quelle previste da Unicredit che nel frattempo ha ridotto ancora la propria esposizione ai mutui subprime Usa da 246 a 170 milioni. Segnali bene accolti da Piazza Affari dove la superbanca ha guadagnato il 3,3% (poco sopra i 5 euro la chiusura) recuperando lo scivolone della vigilia. Complice le parole con cui l’amministratore delegato Alessandro Profumo ha ridimensionato il fatto che il tribunale di Monaco ha annullato, per vizi procedurali, l’avvenuto riassetto della controllata Hvb segnando un punto a favore di alcuni piccoli soci dissenzienti.
La sentenza non avrà effetti sui conti, ha assicurato Profumo dicendosi «sorpreso della sorpresa» sollevata sui mercati visto che la decisione «era sufficientemente attesa». In ogni caso Unicredit conta di aprire 519 nuove filiali nell’Est Europa dove raggiungerà un totale di 4.139 sportelli.
Piazza Cordusio sta inoltre accelerando i tempi di integrazione con Capitalia, da cui deriveranno sinergie per 900 milioni nel 2010 (800 milioni la stima precedente), così come migliorano da 300 a 400 milioni i risparmi attesi quest’anno. Il 76% di tale somma è rappresentato dal taglio dei costi del personale: dopo le 2mila uscite del 2007, quest’anno ne sono previste altre 2.800, pari al 61% del totale di 7.800 unità da centrare entro il 2010. Al piano ha aderito il 14% dei dipendenti italiani del gruppo.
La superbanca è focalizzata su Capitalia e non prevede acquisizioni «nei prossimi 12-24 mesi» ha aggiunto Profumo tornando a negare qualsiasi interesse per Société Generale: «Non so come possiamo dirlo più chiaramente, ripetere per la centesima volta la stessa cosa è deprimente».