E Unione a sinistra li vuole solo in periferia

«Niente parcheggi, né all'Acquasola, né al posto dell'ex Nautico San Giorgio». Con queste parole Nicolò Scialfa, vicepresidente del Consiglio Comunale di Genova, ha bocciato le posizioni - non ancora del tutto chiare - del «suo» sindaco. Marta Vincenzi, martedì scorso aveva giudicato «buffa» la decisione del consiglio regionale di rimandare la discussione sul finanziamento al parcheggio dell'Acquasola alla prossima seduta, in attesa che sia il Comune a pronunciarsi in merito.
E proprio su una sua posizione ufficiale, Unione a sinistra, Verdi, Italia dei valori e Rifondazione comunista, avevano presentato una delibera per impegnare sindaco e giunta ad esprimersi con chiarezza in merito alla questione parcheggi. «Non possiamo trovare sui giornali versioni sempre differenti - dice Scialfa, di Unione a Sinistra -, il Sindaco deve esprimere una versione sicura». In attesa che questa arrivi, è chiaro che la possibilità di trasformare in park l'edificio sede dell'ex istituto Nautico che si trova in piazza Palermo potrebbe essere un vantaggio per Tursi, che così facendo risolverebbe in un sol colpo sia il problema finanziario che sta alla base della questione, sia quello legato alla velocità dei lavori: in primo luogo la struttura, che era in comodato d'uso alla Provincia di Genova finché il Nautico non è stato trasferito alla Darsena, è di proprietà comunale, mentre i lavori per la costruzione di un ipotetico silos potrebbero richiedere meno tempo e minori finanziamenti, visto che non ci sarebbe bisogno di scavare.
Favorevole al progetto pure il consorzio Sistema Parcheggi. Critico, invece, Nicolò Scialfa: «Le auto non devono più arrivare in centro - spiega il vicepresidente - a questo servono i parcheggi di interscambio. Non sono un tecnico, ma so che questi parcheggi devono essere fatti fuori, in periferia. Assurdo: vogliamo vedere meno macchine nel cuore di Genova e poi le facciamo arrivare fino a un “silos” in piazza Palermo». Che non a caso, per quanto i riguarda i posteggi, è già tutta «zona blu» in piena regola.