E Unipol «ricalcola» il costo dell’Opa su Bnl

Il gruppo non considera la quota di Deutsche Bank e riduce l’esborso a 4,53 miliardi. In arrivo prestiti per 1,4 miliardi

da Milano

Unipol ricalcola i costi della scalata a Bnl: l’esborso massimo dell’annunciata Opa è quantificabile in 4,53 miliardi. La stima è contenuta nel documento informativo che il gruppo guidato da Giovanni Consorte ha depositato in Borsa Italiana specificando anche altri dettagli del prospettato matrimonio bancassicurativo da cui emergerebbero sinergie per 488 milioni.
Per Unipol, che qualche settimana fa ha rilevato il 27% di Bnl dalle mani del contropatto insieme a una squadra di banche italiane e straniere, il costo complessivo dell’operazione è pari a 5,77 miliardi. Per far fronte all’esborso, che include l’acquisto del 14,89% di Via Veneto già effettuato per una spesa di 1,24 milardi, il gruppo assicurativo ha predisposto un aumento di capitale fino a un massimo di 2,6 miliardi.
Sono previste emissioni di prestiti subordinati e a lunga scadenza per 1,4 miliardi (1,2 miliardi quelli prima indicati) e con mezzi propri per due miliardi (la compagnia aveva ipotizzato cessioni per 1,5 miliardi). L’Opa che Unipol dovrebbe fare scattare a settembre a un prezzo di 2,7 euro per azione comporta una spesa teorica di 4,96 miliardi (59,31% di Bnl). Come è noto un consorzio di banche (formato da Nomura, Csfb, Deutsche Bank, Bnp Paribas, Bayerische Hypo) si sono già impegnate a fornire le garanzie per l’intera cifra.
Sotto il profilo sostanziale l’esborso è tuttavia quantificabile «in misura non superiore a 4,53 miliardi», scrive Unipol nel documento facendo il calcolo al netto delle opzioni di acquisto (in gergo call) in mano a Unipol sullo 0,31% di Bnl in capo a Csfb e sul 4,88% in capo a Deutsche Bank. Istituto tedesco che ieri ha rettificato la propria quota di Via Veneto negando di essere sceso sotto il 2% come era emerso «erroneamente» venerdì.
Quanto al finanziamento, l’aumento di capitale, in campo da settembre, sarà sottoscritto per 900 milioni dalla holding Finsoe, mentre 1,7 miliardi saranno offerti agli azionisti e sono coperti dal consorzio bancario. Quest’ultimo si è anche impegnato a collocare sul mercato i prestiti subordinati o le altre forme di finanziamento a lungo termine per 1,4 miliardi. Fino a qui il progetto di Unipol che deve però fare i conti con la battaglia annunciata dal presidente di Bnl, Luigi Abete, per ottenere un ritocco al prezzo dell’offerta di Consorte. Cui si aggiungono i colpi di scena che potrebbero riservare il lavoro della magistratura.