E Valentino porta in passerella la donna-zarina

Ricami opulenti e pizzo dorato per lo stilista italiano, borse e scarpe come gioielli indiani per Roger Vivier. Chanel si ispira al Medioevo

Daniela Fedi

da Parigi

La partita Italia-Francia in corso sul campo dell’alta moda parigina sta regalandoci momenti di gloria. L’eccezionale collezione presentata l’altra sera da Valentino in termini calcistici potrebbe essere descritta come un goal di testa realizzato col cuore. «Volevo esprimere tutto ciò che ho imparato in 45 anni di lavoro: velature, ricami, tagli e proporzioni» ha detto il couturier poco dopo aver fatto sfilare le sue stupefacenti zarine contemporanee. Dalla Santa Madre Russia descritta in certi romanzi di Tolstoi ha preso l’opulenza delle decorazioni e il senso di maestosa solennità: un riferimento colto, nuovo e soprattutto lontano dal costume.
Perciò al posto dei tipici scialli intessuti di rose colorate, c’erano tanti deliziosi coprispalle: bordati di zibellino, incrostati di cristalli, damascati e abbinati ad abiti che celebravano la grazia del corpo femminile con un meraviglioso equilibrio tra volumi importanti e costruzioni sartoriali. Invece del classico pastrano militare che, abbinato al colbacco, fa subito Michele Strogoff, c’era un fenomenale cappotto nero con grandi ricami bianchi ripresi dalle decorazioni dei mobili di un’antica dacia. Alcuni pezzi erano davvero indimenticabili, per esempio l’abito da sera tagliato come un pareo e incrostato di cristalli colorati che riproducevano le lavorazioni cloisonné del vasellame degli zar, oppure l’incredibile mantellina realizzata con 8 metri di tulle d’oro ricamato che, abbinata al sublime vestito in pizzo dorato, costa la bellezza di 220mila euro. Tutto aveva il sapore di un capolavoro degno della sezione d’arte moderna dell’Hermitage, il museo di San Pietroburgo in cui Valentino potrebbe presto organizzare un’epocale sfilata sotto l’alto patrocinio del direttore Michail Piotrovskj. «È un sogno su cui vale la pena di riflettere: abbiamo appena aperto due negozi in Russia ed entro l’anno dovremmo inaugurare anche quello di Mosca, il più grande dei nostri monomarca nel mondo» dice Michele Norsa, amministratore delegato della griffe. Il manager rivela che quasi metà di quel che Valentino ha venduto negli ultimi sei mesi è destinato a clienti con meno di 30 anni: un target nuovo e sempre più ambito per l’haute couture. È questa l’unica chiave di lettura possibile per la sfilata Chanel vista da clandestini perché la maison non gradisce le critiche della stampa italiana e comunque adorata perché la creatività di Karl Lagerfeld in certi casi sfiora le vette del sublime. Stavolta il cosiddetto kaiser della moda ha lavorato sull’introduzione del jeans nell’elitario mondo della couture con una serie di panta-stivali e di lunghissimi guanti in denim abbinati ai deliziosi abitini corti di foggia vagamente medioevale. Da qui al delirio il passo è breve, ma stiamo parlando dell’elegante assurdità che conta ad andar bene 300 clienti paganti nel mondo. Tutte loro e probabilmente molte altre fortunate si getteranno con entusiasmo sulla superba collezione «Hello Couture» disegnata da Bruno Frisoni per Roger Vivier. «Mi sono ispirato ai gioielli e alle pietre preziose della Maharani di Jaipur» ha detto l’ottimo stilista scelto da Diego Della Valle per ridare vita a questo storico marchio di accessori. Ecco quindi le magiche borsine a scatola di metallo foderate in coccodrillo e con una cascata di cristalli (bianchi e oro oppure rossi) incastonati come le pietre preziose nella gioielleria Mogul. Bellissime anche le scarpe realizzate con uno speciale tessuto vintage chiamato «Monet» abbinato alle fibbie di rubini artificiali, per non parlare dei modelli «Bengal’Or» (con paillette opache che riproducono il disegno tigre) e «Jaipur» (in jacquard di fili d’oro) che al pubblico costano la bellezza di 7000 euro.
Inutile chiedersi quanto sia costato il memorabile cocktail offerto dal Gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy per festeggiare la riapertura della boutique Kenzo di Place des Victoires dopo il restauro sapientemente orchestrato dallo stilista Antonio Marras e dall’architetto Stefania Beltrame. La splendida piazzetta parigina è stata trasformata in un giardino mediterraneo con circa 600 piante fatte arrivare apposta dall’Italia. Sul prato e tra le fresche frasche sono stati sistemati 45 letti in ferro battuto che ospitavano altrettante modelle vestite con gli abiti disegnati negli ultimi 3 anni da Marras per la griffe e con le facce coperte dalle maschere delle fiabe di Perrault realizzate dagli studenti delle scuole elementari del quartiere. Dire poetico è proprio poco.