E vanno in Mostra cinque Boetticher

da Venezia

Bud Boetticher non è mai nato per molti italiani e non è mai morto per i pochi che l'associavano a film importanti, interpretati da Randolph Scott, come I tre banditi (1956), Il cavaliere solitario (1957), Decisione al tramonto (1959), L'albero della vendetta (1959) e La valle dei Mohicani (1960). Immagine retorica? No: nel 2001 i giornali ne tacquero il decesso. La rassegna della Mostra di Venezia, che - accanto alla rassegna di western italiani e al restauro di Per un pugno di dollari di Sergio Leone - presenta quei cinque western autentici, lo risarcirà. Qui le fucilate sono scoppi, non sibili; qui i paesaggi sono autentici; qui ogni personaggio ha un'etica. Professionista nel football americano, poi torero in Messico, consulente per Sangue e arena di Rouben Mamoulian (1941), con Tyrone Power e Rita Hayworth, Boetticher diresse una cinquantina di film, ne scrisse altri, come Gli avvoltoi hanno fame di Don Siegel (1970), con Clint Eastwood e Shirley MacLaine. È apparso per l'ultima volta sullo schermo come attore, fra Mel Gibson, Michelle Pfeiffer e Kurt Russell, in Tequila Connection di Robert Towne (1988).