E Veltroni ha un ufficio per la pace in Medio Oriente

Massimo Malpica

da Roma

Una colomba dalle ali molto resistenti per portare un ramoscello d’ulivo da Roma a Gerusalemme, volando per 2.300 chilometri e seminando la pace in Terra Santa. Un sogno, certo. Però istituzionalizzato dall’amministrazione capitolina guidata da Walter Veltroni. Il sindaco buonista per antonomasia già dal 2002 ha creato in Campidoglio «l’Ufficio per la Pace a Gerusalemme», assegnandone la gestione alla Ecomed, Agenzia per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo, una società compartecipata al 50 per cento dall’Acea e al 50 per cento dall’Ama, le spa comunali che si occupano di energia e nettezza urbana, e che a sua volta si occupa di cooperazione in campo ambientale tra la città di Roma e i centri urbani del bacino euromediterraneo.
Cosa c’entrino con la pace Ecomed e soprattutto Acea e Ama non è chiaro. Ma nelle intenzioni di Veltroni l’ufficio, il cui responsabile è Franco La Torre, dovrebbe rilanciare il dialogo tra israeliani e palestinesi. E il tutto con una regia romana. Insomma, un «volemose bene» istituzionale che, in qualche modo, vorrebbe porre fine alla scia di sangue e violenza in quella martoriata area del Medio oriente.
Nei suoi primi tre anni di vita, l’Ufficio caro al sindaco non ha perseguito il suo fine ultimo, ma ha però organizzato una dozzina di missioni nella capitale israeliana, promosso qualche tavolo di lavoro congiunto e ospitato la presentazione del comitato di appoggio agli accordi di Ginevra.
Quanto alla pace a Gerusalemme, be’, sì, quella si sta ancora lavorando. Eppure il Campidoglio è ottimista, e non intende certo fermarsi qui. Anzi. Nella delibera di Giunta n° 356 dello scorso 22 luglio, il governo della Capitale elogia i «soddisfacenti risultati» ottenuti da Ecomed, annunciandone il passaggio, insieme all’Ufficio per la Pace, a «RXR», Risorse per Roma, la società incaricata di alienare i beni immobili del Comune, e ora pronta a impegnarsi nel «ramo pace». Ma quale risultato di Ecomed ha soddisfatto in particolare Veltroni&Co? La gestione del «pacifismo all’amatriciana» o l’ordinaria amministrazione? Nessuno dei due, secondo il consigliere comunale di An Luca Malcotti, che ha presentato un’interrogazione al sindaco per chiedere lumi su costi e risultati dell’ufficio.
Nel suo atto, Malcotti ironizza sui decantati successi targati Ecomed, spiegando di poter escludere «che questi siano riferiti alla pace a Gerusalemme (vicenda notoriamente travagliata)» e chiedendosi «se dunque siano riferiti ai risultati di esercizio 2004 della Ecomed, che risultano in perdita per 193.640 euro».
Eppure questa società dai conti vistosamente in rosso sta ora per confluire in Risorse per Roma che, spiega Malcotti, «si è impegnata, secondo la delibera, ad acquistare il marchio Ecomed, a rilevare tutte le commesse e assumere il relativo personale».
In cambio, RXR si troverà in tasca una convenzione con il Campidoglio per la gestione dell’Ufficio per la Pace a Gerusalemme. Che sia un buon affare è perlomeno dubbio. «Quello che è peggio - spiega ancora l’esponente di An - è che con questa delibera la giunta ha anche approvato uno schema di convenzione che prevede di stabilire gli importi solo successivamente, con determinazione dirigenziale: insomma, un rimborso a piè di lista delle fatture presentate da Risorse per Roma».
Morale, capire quanto costerà ai romani finanziare il sogno della pace tra Israele e Palestina non è affatto facile. «In ogni caso - conclude caustico Malcotti - qualcuno avverta Sharon e Abu Mazen che per risolvere la “vertenza Gerusalemme” potranno finalmente contare sul sostegno di Risorse per Roma: società che in quattro anni non è riuscita a vendere che qualche decina di appartamenti dei 1.200 che doveva alienare».