E Veltroni passa il testimone a Rutelli

È stato il giorno del passaggio del testimone nel centrosinistra: al Palalottomatica l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni ha salutato Francesco Rutelli alla vigilia della sua campagna elettorale per tornare sindaco di Roma. Tra i momenti topici della manifestazione, in puro stile veltroniano l’abbraccio tra la madre di Valerio Verbano, il giovane di sinistra assassinato a 18 anni il 22 febbraio 1980 da un commando dei Nar, e Giampaolo Mattei, fratello dei due giovani militanti dell’allora Msi uccisi nel rogo di Primavalle. «Un simbolo di come l’Italia possa essere unita contro l’odio e la violenza», ha chiosato Veltroni in perfetto «maanchismo».
Ieri al Palalottomatica c’erano anche la madre di Renato Biagetti, il giovane ucciso a Ostia, la famiglia di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso in una stazione di servizio, i genitori di Marta Russo. Tante famiglie romane segnate dal dolore di episodi tristi, poi la gente comune. E poi la «generazione Africa», voluta da Veltroni, gli anziani, la sua squadra, capitanata dalla vicesindaco Mariapia Garavaglia stretta in una sciarpa tricolore, Francesco Totti in videosaluto, Max Gazzè e Fiorella Mannoia con la loro musica. E Francesco Rutelli, che per la verità si è visto rubare un po’ la scena dal suo predecessore e ha ricordato la genesi della sua investitura: «Me ne aveva parlato un giorno Bettini e poi un giorno Walter mi disse: “Francè, se un giorno ti andasse...”».
«Veltroni è apparso imbarazzato e sorprendentemente impacciato e a disagio. Aveva la coda di paglia di un sindaco che ha governato male e che per questo è scappato via», ha detto Francesco Giro, coordinatore regionale e romano di Forza Italia.