E a Ventimiglia ritornano le ispezioni

Fabrizio Tenerelli

da Ventimiglia

Doveva essere la giornata dei «muri» alle frontiere con la Francia. Ma complice anche la festa nazionale del 4 luglio e il conseguente divieto di circolazione dei Tir, le misure antiterrorismo sono partite un po’ in sordina. Parigi aveva annunciato la linea dura, il ripristino dei controlli dei documenti alla frontiera per ragioni di sicurezza interna, l’applicazione dell’articolo 2 del trattato di Schengen che autorizza in casi eccezionali di sospendere in via temporanea la libera circolazione delle persone.
A Ventimiglia ieri le cose sono andate un po’ diversamente. Nessuna frontiera blindata. Sono stati organizzati posti di controllo soltanto al valico franco-italiano di ponte San Ludovico, sul versante di Mentone. Sono, invece, attesi per oggi i primi presidi alla barriera autostradale e allo scalo ferroviario internazionale di Ventimiglia dove esiste già un ufficio della polizia francese. Malgrado l’annunciata scrupolosità dei giorni scorsi, i controlli verranno eseguiti a campione, in modo da non mettere in ginocchio la viabilità proprio al culmine della stagione estiva. Tra l’altro, già prima dell'avvento di Schengen era usanza fermare soltanto alcuni veicoli, con un occhio di riguardo a quelli inseriti nella «lista nera». «Si tratta di controlli unilaterali che le autorità francesi effettuano seguendo la procedura del respingimento alla frontiera – spiega, Riccardo Cargnelli, comandante della polizia di frontiera di Ventimiglia -. Ciò significa che viene vietato l’ingresso a tutte quelle persone che non hanno i documenti in regola o naturalmente i ricercati. Cosa è cambiato da ieri: per le autorità francesi è venuta meno la procedura della riammissione, ancora in vigore nei nostri uffici, che prevede il riaccompagnamento nel Paese di provenienza di chiunque sia entrato abusivamente in uno Stato approfittando dell’assenza di controlli».