E il violinista sexy Garrett mescola Beethoven con il rock

Il violinista David Garrett, tedesco, 30 anni, è prepotentemente bravo, bello & sexy, sa stare in palcoscenico a meraviglia, e ancor prima, al mondo. È nato violinista classico, con studi e premi alla Juilliard School, cioè la Harvard della musica. Ha un passato di bimbo prodigio, a 13 anni entrava nella scuderia della Deutsche Grammophon, l’etichetta discografica di Herbert von Karajan. Oggi fa 140 concerti come violinista classico, gli altri ottanta sono negli stadi dove imbraccia lo Stradivari per suonare Beethoven in versione rock o Mozart mixato con Michael Jackson. Ci pensa Garrett in persona a fare i cocktail dai quali ha ricavato un cd Decca, Rock Symphonies è il titolo, sbarcato in Italia dopo il milione di copie vendute in Germania e Austria (qui è già disco platino). Quanto all’Italia, si progettano concerti per il prossimo autunno. Poi chissà. Con questo suo violinismo indiavolato, look da ragazzaccio e fare da showman consumato, pare aver conquistato il direttore artistico del festival di San Remo, Gianmarco Mazzi. Del resto, Mazzi ha provato sul campo il prode David, inserendolo nella serata condotta dalla Clerici all’Arena di Verona, in giugno, in apertura del festival lirico. E Garrett è riuscito a mettere in ombra pure una gloria come Zucchero. Lo ha fatto proponendo - tra l’altro - la Quinta Sinfonia di Beethoven, quella del ta-ta-ta-tàa iniziale, in versione rock. Strano artista, Garrett, più pragmatico di un ingegnere Gli chiediamo di riandare alla fanciullezza e alla montagna di ore trascorse a macinare note mentre i coetanei giocavano a football. E ti risponde: «I ricordi non servono, distolgono l’attenzione dal presente». Un presente speso a «dare visibilità alla musica classica che è accessibile proprio come il pop e rock se solo venisse comunicata meglio», spiega animandosi. «Purtroppo troppi credono nell’equazione popolare = commerciale e vorrebbero una musica classica elitaria. Sbagliato. Così come trovo assurdo che nel Duemila ci si presenti in palcoscenico vestiti come un secolo fa. Beethoven mica si vestiva nello stile di Bach. Perché mai il mio Mozart dovrebbe essere sminuito se lo suono indossando jeans stracciati e ciondoli al collo?». Fa l’osservazione a un metro dal suo Stradivari, aggiungendo che di fatto tutti questi suoi pendagli gli complicano la vita agli scanner degli aeroporti. A proposito. Dove vive ora? «Sono un senza tetto. Vivo negli hotel». Garrett ha fuso Mozart con Jackson. Che hanno in comune i due artisti? «I grandi artisti prescindono dai generi. Il caso di Freddie Mercury o Jackson: pensiamo alla sua musica, ai suoi show, nulla era affidato al caso». Non che Garrett difetti quanto a senso dello spettacolo, in realtà. C’è chi gli dà delle dritte? «No. Seguo la musica e mi muovo. Certo, se suono un concerto di Beethoven ho bisogno di una tale concentrazione e posizione impeccabile e dunque sto fermo».