E Voltri fa la fila per la profilassi

A contagiarlo, non si sa come, è stata la meningite di ceppo B, quella, per intenderci, per la quale non esiste la vaccinazione. Nella delegazione di Voltri, non appena si è sparsa la notizia del ricovero del piccolo è scattata la paura. Moltissimi i genitori che, alla vigilia di Natale, hanno affollato il pronto soccorso del Gaslini per timore che i figli potessero essere stati contagiati. Per affrontare l’emergenza, visto che il bambino, essendo già in vacanza dalla scuola, aveva frequentato luoghi pubblici ed era stato in giro a fare spese con la madre, la Asl 3 genovese ha allestito due punti di profilassi pubblica. Uno al palazzo della salute di Fiumara e l’altro presso l’oratorio della chiesa di Nostra Signora degli Angeli in via Ventimiglia a Voltri, dove almeno 400 persone si sono presentate il 23 pomeriggio per essere sottoposti alle cure e sono rimasti in fila fino alle 19. Maestre, bambini compagni di scuola e di catechismo oltre che famigliari del bambino sono stati preventivamente sottoposti a terapia antibiotica. Nessun pericolo, hanno spiegato i sanitari, per le persone che si sono recate alla vigilia di Natale nel negozio di pasta fresca gestito dal papà del bimbo: in questo caso il contagio non può avvenire visto che il meningococco ha una vita brevissima e non può trasmettersi se non con contatti molto ravvicinati con chi è malato.
«Anche se non è questo il caso va sempre raccomandata la vaccinazione - spiega Alberto Ferrando, presidente dei pediatri extraospedalieri -, in altri casi infatti le epidemie sono scattate proprio tra chi non era vaccinato. Non dobbiamo dimenticare infatti che il meningococco colpisce soprattutto i bambini nei primi anni di vita e gli adolescenti e che il 5-15 per cento delle persone ha questo batterio in gola senza ammalarsi mai. Ma può trasmetterlo agli altri. Per questo la raccomandazione è di non frequentare luoghi chiusi».