E Zanetti gridò: «Mi hanno colpito»

«Era un sasso. Ho visto il sangue, avevo paura». Buuu razzisti a Martins, rissa con Mihajlovic

Simona Marchetti

da Milano

Il punto di non ritorno è un sasso lanciato alla cieca, che ha colpito Cristiano Zanetti alla testa, procurandogli una leggera ferita. Sono i vergognosi «buu» razzisti rivolti a Obafemi Martins dai suoi stessi tifosi, trasformati in teppisti. E sono le minacce a capitan Zanetti e Sinisa Mihajlovic, colpevoli di aver cercato un dialogo con quelli che li insultavano.
L'altra notte alla Malpensa la rabbia del popolo dell'Inter è esplosa nella maniera più becera e incivile: tre poliziotti feriti e i giocatori nerazzurri, peraltro reduci dalla vittoria di Ascoli, sotto choc. Non a caso, molti di loro hanno preferito fermarsi a dormire alla Pinetina (fra questi, anche Cristiano Zanetti, che si è fatto medicare l'escoriazione), piuttosto che tentare di raggiungere le rispettive abitazioni, ma quelle poche ore di sonno prima dell'allenamento defatigante del giorno dopo sono state costellate da incubi e visioni.
Brutti presentimenti confermati ieri mattina da chi, invece, ad Appiano Gentile ci doveva arrivare per forza (ovvero, i non convocati per la trasferta di campionato), che hanno raccontato di scritte offensive lungo il percorso stradale, compresa la stradina laterale generalmente usata dai giocatori per lasciare il centro sportivo senza passare dal cancello principale.
Tornando alla notte della vergogna, la paura di Cristiano Zanetti è stata tanta («Oddio, mi hanno aperto, mi hanno aperto!», continuava a urlare non appena visto il sangue), ma poi è stato lo stesso giocatore a minimizzare l'accaduto, anche per evitare il diffondersi di voci incontrollate, che lo volevano vittima di un'aggressione addirittura con un tirapugni: «Non mi hanno colpito con niente del genere. Ci hanno tirato dei sassi e, per colmo di sfortuna, uno di questi mi ha preso leggermente sulla testa, facendomi uscire un po' di sangue. Tutto qui».
In realtà, ci sarebbero anche qualche spintone e delle pacche per niente amichevoli sulle spalle del centrocampista, avvicinato da un gruppetto di teppisti con la sciarpa dell'Inter sulla faccia non appena varcate le porte degli arrivi nazionali di Malpensa. Non bastasse, Cristiano Zanetti è stato anche oggetto di un paio di frasi sul suo futuro juventino («Sei un traditore»), condite da altri insulti in ordine sparso. Un'atmosfera da guerriglia di cui è stato vittima anche Figo, raggiunto da qualche coretto poco elegante più che altro perchè si trovava nelle vicinanze.
Il portoghese è sembrato più sorpreso che infastidito, ma ha preferito non replicare e tirare dritto. La stessa cosa che non hanno, invece, fatto Javier Zanetti e, soprattutto, Mihajlovic. Al capitano è stato rimproverato di tutto, compreso il suo passato da non vincente (quasi fosse solo colpa sua dal 5 maggio a oggi), mentre il serbo è diventato il bersaglio della contestazione contro la banda Mancini. Fedele al suo caratterino tutto pepe e niente peli sulla lingua, Mihajlovic ha tentato di dialogare con gli estremisti incappucciati, ma è stato spintonato via in malo modo.
Solo l'intervento della Polizia ha impedito che la faccenda finisse peggio. Martins ha cercato di cancellare i cori razzisti con la musica rap sparata a palla, ma l'eco di quei «buu» l'ha perseguitato per ore.