Eads: Finmeccanica ormai è fuori Non rientrerà in Airbus

L’ad Tom Enders: «Gli italiani decidano su Mbda». E su Atr «non abbiamo intenzione di cedere la nostra quota a Guarguaglini»

Andrea Nativi

da Berlino

«L’Italia ha perso quell’aereo molto tempo fa». Con queste parole Tom Enders, amministratore delegato di Eads, liquida seccamente ogni ipotesi su un eventuale ingresso di Finmeccanica nel capitale di Airbus. Enders, che il Giornale ha incontrato al Salone aerospaziale di Berlino, ha anche chiarito che Eads prevede di concludere le trattative per l´acquisizione del 20% di Airbus che la britannica Bae Systems ha posto in vendita «entro l’estate». L’ad di Eads non ha voluto commentare sulla «forchetta» di prezzo, ma nel bilancio appena approvato ha accantonato 3,5 miliardi di euro. Potrebbero non bastare, ma Eads ha le risorse finanziarie per completare l´operazione «senza compromettere la capacità di effettuare altre acquisizioni qualora si verificassero opportunità, anche negli Stati Uniti», aggiunge Enders.
Una delle possibili operazioni riguarda la società missilistica Mbda. «I missili fanno parte del nostro core business, sta agli altri azionisti della società (Bae Systems e Finmeccanica) decidere se la loro partecipazione è o meno strategica». Bae ha più volte sondato il terreno per vendere il suo 37,5%, Finmeccanica non ha raccolto le profferte pubbliche dell’altro ad di Eads, Noel Forgeard, che si è detto pronto ad acquistare il 25% in mano alla società italiana.
Enders non vede invece le condizioni per cedere a Finmeccanica il 50% che possiede in Atr, il costruttore di aerei regionali, di cui Alenia Aeronautica ha il restante 50 per cento. «Siamo rimasti durante i tempi duri, ora che le cose vanno bene e Atr ha un buon successo in una nicchia di mercato interessante, perché dovremmo uscire?». Al contrario Eads è interessata ad ampliare la collaborazione con l’industria italiana nel settore aeronautico civile e militare. Tra Finmeccanica e Airbus sono in corso da tempo discussioni su vari nuovi progetti (A350, polo aerei cargo) che per ora non hanno però portato risultati. Enders poi sottolinea l’opportunità di utilizzare il consorzio Eurofighter, che produce aerei da combattimento e in cui Eads, Alenia Aeronautica e Bae Systems sono azionisti, come elemento centrale per l´inevitabile ulteriore consolidamento dell’ industria aeronautica militare europea.
Al Salone, intanto, l’attenzione è focalizzata su Airbus, che nonostante annunci un record dietro l’altro è sotto attacco per via dei problemi incontrati dal nuovo A350. E la pressione crescente provoca anche pubblici contrasti tra il top management: ieri Gustav Humbert, numero uno di Airbus, non si e frenato nel rispondere ai commenti di Forgeard sulla necessità di cambiare molte cose in Airbus. Non c’è dubbio che alla fine Airbus sfornerà un ottimo prodotto, ma certo il clima interno agitato non aiuta a prendere decisioni cruciali che saranno formalizzate entro l’estate.