«Eads, la Francia resta nel capitale»

da Milano

Lo Stato francese «resta nel capitale di Eads» e «in mondo perenne». Lo ha ribadito il ministro dei Trasporti Dominique Perben sottolineando come lo Stato, che ha il 15% del capitale della casa madre di Airbus, deve «svolgere il ruolo di regolatore» nel gruppo che considera «eminentemente strategico sia nel civile che nel militare». Il governo però, ha detto al quotidiano La Tribune, ritiene forse opportuno rivedere i rapporti dello Stato con Lagardere, l’altro azionista francese in Eads che con il tedesco Daimler svolge il ruolo di «azionista industriale» del gruppo. Dopo aver ricordato che le partecipazioni dello Stato e di Lagardere sono riunite nella holding Sogeade, il ministro sottolinea che le relazioni tra i due azionisti «sono state fissate in una struttura che è stata decisa in funzione di priorità e di partner del momento». «Bisogna ora verificare se queste priorità sono rimaste le stesse» ha aggiunto Perben convinto che bisognava far passare la crisi prima di affrontare la questione. Secondo voci insistenti Lagardere, che ha annunciato ad aprile di aver dimezzato al 7,5% la sua partecipazione, intenderebbe uscire rapidamente dal capitale di Eads per concentrarsi sulla sua attività principale, che è quella dei media. A suo avviso le difficoltà attraversate da Eads e dalla filiale Airbus, che ha portato alla guida del gruppo Louis Gallois al posto di Noël Forgeard, non è legata «alla cogestione franco-tedesca del gruppo» ma a «una questione di intesa, di comunicazione e di coesione in seno all’équipe dirigente». Perben ha in programma una riunione con i colleghi tedesco, spagnolo e britannico, cioè i ministri dei 4 Paesi azionisti di Airbus, per fare il punto della situazione e vedere come la nuova direzione, affidata a Christian Streiff, intenda procedere.