«Earth», la macchina che fa pulizia ad alta quota

Vi siete mai chiesti cosa significa in termini ambientali la presenza umana negli ambienti montani estremi? In un campo base come quello dell'Everest vengono prodotti 4 vagoni ferroviari di rifiuti a stagione. In passato si sono organizzate spedizioni di raccolta e pulizia ad hoc che però, una volta portati i rifiuti a valle, si sono viste abbandonare il «prezioso» carico sui bordi dei fiumi scontando la mancanza di infrastrutture di quei paesi. Il Comitato Ev-K²-CNR del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano, che ha segnato la storia del connubio tra scienza e alpinismo, sta ora cercando di attenuare l'impatto ambientale da spedizione andando alla radice del problema. L'ultima frontiera si chiama Earth, come «terra». Earth è un rivoluzionario smaltitore di rifiuti per l'alta quota e non solo il cui acronimo sta per «Ecological Activity For Refuse Treatment At High-Altitude». Ha l'aspetto di una «macchina del tempo» cinematografica, ma nasconde una perfezione tecnologica degna del terzo millennio, come spiega spiega Agostino Da Polenza, Presidente del Comitato.
Qual è il compito di Earth?
«Earth è la ricaduta concreta di un pensiero e di un'attività scientifica d'eccellenza del Comitato Ev-K²-CNR. Accumulare, bruciare, seppellire, significa lasciare sul terreno o sui ghiacciai residui indelebili e dannosi. Earth è la soluzione definitiva e pulita. Per realizzare questo progetto, i ricercatori e gli ingegneri del CNR hanno stretto collaborazione con Actelios del gruppo Falck».
Cosa brucia?
«Bruciando a temperature elevate (la camera di combustione è pressurizzata, eliminando così il problema della mancanza di ossigeno, effetto naturale dell'alta quota) può smaltire qualsiasi materiale di scarto venga prodotto o portato da una comunità, anche la plastica. Quello che resta sono poche manciate di ceneri inerti».
Potrebbe avere risvolti interessanti sulle montagne di casa nostra?
«Certamente sì. Non è un oggetto solo per la montagna, ma per tutte le comunità isolate i cui costi di conferimento dei rifiuti ai normali smaltitori sono troppo elevati. Sto pensando alle isole, alle navi, ai parchi. Pensando che il costo della macchina sarà intorno ai 15-20 mila euro cui va aggiunta solo l'energia iniziale d'avviamento - perché poi si autoalimenta all'infinito - rischia di essere per queste comunità un vantaggio ambientale ma anche economico».
Che fine farà questo prototipo?
«A settembre verrà donato al Central Karakorum National Park e posizionato all'ingresso della valle del Baltoro (quella che porta al K2), a 3.400 metri di quota».