Eastwood «Così con Leone cambiammo i film western»

Lo aveva ingaggiato perché «costava poco» e gli aveva detto di scegliersi i costumi da solo: a 20 anni dalla scomparsa di Sergio Leone, avvenuta il 30 aprile del 1989, Clint Eastwood (nella foto in uno dei film del regista italiano) racconta così il suo primo incontro con il regista italiano, in un’intervista che uscirà sul prossimo numero della rivista «Empire». La sua parte, ricorda l’attore americano, era quella dell’«uomo senza nome» in «Per un pugno di dollari» e il poncho e i sigari erano stati un’idea sua. «Comprai un po’ di sigari pensando che sarebbero stati bene in un western - racconta Eastwood - ma non avevo idea che fossero così cattivi! Me ne feci una scorta da tenermi in tasca, diverse lunghezze da abbinare a scene diverse». Eastwood ricorda anche che fu sorpreso, già rientrato in America, scoprendo che la sua pellicola girata con Leone - il primo “spaghetti western” -, che doveva intitolarsi “Il magnifico straniero” aveva avuto un grande successo in Italia. «Dicevano “Per un pugno di dollari con Clint Eastwood.... e ho pensato - spiega l’attore - mio Dio, è quel film lì! Non sapevo che fine avesse fatto! Non c’era nemmeno il nome di Sergio Leone, si era firmato come Bob Robertson perché preferiva avere un nome che suonasse inglese o americano».