eBay, l’impero nato per conquistare una donna

Giuseppe De Bellis

da Milano

Si comincia dal nome: eBay. Una baia, che con quella «e» diventava elettronica. Poi il gioco di parole con buy: comprare. E quindi una baia virtuale dove si acquista di tutto. Era il 5 settembre del 1995 quando il concetto diventò qualcosa di reale che poi in realtà era virtuale: una pagina internet dove chiunque mette in vendita o all’asta quello che ha. Oggi quella pagina è una comunità pressoché infinita, è una multinazionale del commercio: vive fisicamente in 35 paesi e on line anche in tutti gli altri. Un clic e compri, un altro e vendi, alzi il prezzo, punti, rilanci, aspetti di sapere se c’è qualcuno che desidera più di te quell’oggetto e poi stai lì ad attendere il postino che ti porta il pacco. Tu hai speso un tot, i signori eBay alla fine dell’anno contano un fatturato da 3,3 miliardi di euro.
Dieci anni dopo Pierre Omidyar, franco-americano d'origine iraniana, conta uno per uno i successi della sua invenzione. Fu lui a immaginare eBay. All’epoca aveva 28 anni: cercava nuovi modi per ampliare la collezione di raccoglitori di caramelle della sua fidanzata Pam e pensò di sfruttare il potenziale di scambio della rete: dal garage di casa sua Omidyar creò un sito che chiedeva a chiunque vivesse sulla terra di aiutarlo a trovare gli oggetti che cercava. Quell’intuizione ha fatto di lui uno degli uomini più ricchi del mondo e di sua moglie, che possiede ormai migliaia di pezzi, la più fortunata dei collezionisti. Fu inventato proprio per loro: Pam collezionava scatole per caramelle, altri avrebbero potuto avere passioni per qualunque altro oggetto. Metterli insieme significava creare un circolo di persone affamate di rarità e disposte a tutto pur di averle. Adesso i collezionisti sono clienti secondari: eBay è diventato un immenso mercato globale dove si compra e si vende di tutto, dall'elettronica ai pizzi fatti a mano, dalla propria fronte per ospitare un marchio pubblicitario all’automobile che fu di Papa Ratzinger, alla prima casa dell’ex presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton. Una meraviglia, per chi ha pazienza. E sono tanti. Nel suo blog privato, il fondatore ha ribadito spesso di sentirsi come chi «ha contribuito a fare del mondo un posto migliore»: sicuramente Omidyar ha rivoluzionato il sistema commerciale globale, creando una piattaforma dove ogni giorno 50 milioni di articoli sono offerti a 147 milioni di utenti. «Grazie a eBay 135 milioni di persone hanno imparato che si possono fidare di un perfetto sconosciuto. Il che ha un incredibile impatto sociale: le persone hanno molto più in comune di quanto pensano».
L’America e il mondo. E dentro al mondo l’Italia. eBay è arrivato il 15 gennaio del 2001. Preso il dominio eBay.it, la versione italiana della multinazionale americana ha fatto registrare in pochi giorni 300mila utenti iscritti, per oggetti venduti pari al valore di circa 17 milioni di dollari. Una buona base di partenza, che non fa altro che presagire il successo tutto tricolore del mercatino on line: con una crescita media annua del 160% (nel primo trimestre del 2005 la percentuale ha sfiorato il 200%), nel 2004 gli utenti di eBay.it erano un milione e 300mila, con compravendite che avevano toccato il giro d'affari di 234 milioni di dollari. Cifre impressionanti, contando che lo spirito è rimasto praticamente inalterato negli anni: il sistema della community resta invariato anche a livello globale, e il contatto diretto tra acquirente e venditore è quello dei tempi del primo portale. Sicuramente è aumentata la sicurezza negli acquisti. EBay, infatti, aiuta in questo senso permettendo agli utenti di votare, dopo ogni acquisto, l'affidabilità dei venditori. Questi voti, sommati, sono pubblici e danno ai futuri acquirenti un'idea di quanto ci si possa fidare di certi utenti. Vale per tutti, anche per la signorina che mise in vendita la sua verginità, o per quella che ha messo all’asta il suo corpo per farne una pubblicità. Sugli acquirenti non ci sono stelline e giudizi, così capita che un anonimo spenda una cifra inverosimile per una serata a ristorante con il guru degli investimenti Warren Buffet: 351mila dollari per una cena con buffet.