Gli ebrei: Bertinotti ripari all’offesa della vignetta

Emanuela Fontana

da Roma

C’è una reazione forte da Israele, ma anche un dibattito in Internet su quella che viene definita la prima mossa «oltraggiosa» della sinistra italiana al potere nei confronti del mondo ebraico. È partito tutto da un disegno, una vignetta, che, come la cronaca recente ha dimostrato con la rivolta islamica contro le strisce antiMaometto, può ferire e indignare più di un titolo. Venerdì 12 maggio sull’ultima pagina del quotidiano di Rifondazione Liberazione, Apicella ha illustrato la barriera di separazione in Cisgiordania con la scritta: «La fame rende liberi», che richiama «il lavoro rende liberi», posta all’ingresso del lager nazista di Auschwitz dalle SS. Ieri il quotidiano israeliano Yediot Ahronot ha titolato un servizio sul caso-Liberazione «Antisemitismo oltraggioso». Il quotidiano israeliano sottolinea nell’articolo che la vignetta ha indignato l’ambasciatore in Italia Ehud Gol. Si aggiunge che da alcuni deputati della sinistra sono arrivate proteste, ma ci si «meraviglia» del silenzio del presidente della Camera e leader di Rifondazione Fausto Bertinotti.
Ma anche in Italia è partita una dura condanna della vignetta: il portavoce della comunità ebraica di Milano, Yasha Reibman, secondo Yediot Ahronot chiede le dimissioni del direttore di Liberazione, Piero Sansonetti. Informazione Corretta, sito on-line vicino al mondo ebraico, ha preparato una lettera pre-confezionata da inviare al fax della presidenza della Camera, ossia al presidente Fausto Bertinotti: «Lei signor presidente della Camera - è scritto nel facsimile - non può rimanere in silenzio di fronte al paragone tra lo Stato di Israele e il Terzo Reich proposto da una vignetta pubblicata da Liberazione, il giornale del suo partito. Il suo silenzio sarebbe complicità, tanto più grave data la sua alta carica istituzionale. Lei ha il dovere - conclude la lettera - di formulare una chiara condanna».
Non è la prima volta che gli ambienti vicini a Israele si indignano per una vignetta di Liberazione. Era successo anche l’8 marzo scorso, quando sempre Apicella aveva illustrato un’urna con il simbolo di Rifondazione, la bandiera americana, stella di Davide e la tiara papale, le ultime tre a simboleggiare la sudditanza ai tre poteri di chi non vota a sinistra, secondo l’interpretazione di alcuni cittadini che protestarono anche sul forum dell’Unità.
Nel centrosinistra hanno attaccato il foglio del Prc in questi giorni solo i deputati dei ds Furio Colombo e Emanuele Fiano, di «Sinistra per Israele»: «La vignetta comparsa su Liberazione - hanno scritto i due onorevoli della Quercia - è dolorosa e offensiva. Fa rivivere uno dei peggiori clichè contro gli ebrei: l’equiparazione dei carnefici con le vittime. Chiude il dissenso politico nella prigione ferrea del pregiudizio». È durissima la presa di posizione di Reibman, della comunità ebraica di Milano. Il punto, spiega, non è chiedere le dimissioni di Sansonetti. Il problema è «politico, si deve finalmente aprire quel processo - sostiene - per combattere la cultura dell’odio e della demonizzazione verso Israele. Fausto Bertinotti in quanto presidente della Camera e dirigente politico ha l’obbligo di intervenire e di esercitare la sua leadership. Il suo silenzio sarebbe un’ulteriore occasione persa». Liberazione, con la vignetta, «ha mostrato il ventre molle del pregiudizio antisemita che esiste in una parte del centrosinistra e che da tempo denunciamo».