Ecatombe in carcere, dal 1980 si sono suicidati 1407 detenuti

Per la prima volta, le statistiche del ministero della Giustizia raccontano un fenomeno tragico e sconosciuto: il numero dei detenuti che scelgono di farla finita.

Sono morti che non finiscono sui giornali se non in poche righe, a meno che non si tratti di detenuti eccellenti. Nessuno aveva, finora, tenuto il conto. Adesso che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha voluto ricostruire e analizzare l'andamento dei suicidi nelle carceri italiane, ne è emerso un quadro agghiacciante. I dati - che vengono resi noti questa sera in un incontro all'interno del carcere di Opera- dicono che in questi anni nelle prigioni italiane si è consumata un'ecatombe silenziosa. Dal 1980 ad oggi, 1407 detenuti hanno scelto di farla finita. Non hanno retto più il sovraffollamento, la mancanza di prospettive, la privazione della libertà. Quasi ogni settimana, in media, un detenuto si è tolto la vita. La statistica non racconta in quale dei tanti, ingegnosi modi cui bisogna ricorrere per uccidersi in prigione (dove non ci sono grilletti da premere, finestre da cui lanciarsi, treni sotto i quali sdraiarsi) sia avvenuta questo impressionante campionario di decessi. C'è il classico lenzuolo annodato alle sbarre, c'è il sacchetto infilato sulla testa. Tutti metodi che richiedono un grande sforzo di volontà, una determinazione lucida e incrollabile nel farla finita. Il trend, nelle statistiche rese note dal Dap, appare grossomodo costante nella sua altalenanza. Il totale sale, scende, poi torna a risalire. Il numero di suicidi più basso, 23, si registra nel 1990. Il più alto, 69, nel 2001. L'ultimo dato, quello del 2008, parla di 42 detenuti che si sono tolti la vita. Per ragionare sull'andamento di questa tragedia, però, può essere anche utile - come ha fatto il Dap - incrociare il numero dei suicidi con quello della popolazione carceraria, anno per anno. In questo modo è possibile capire l'incidenza percentuale dei suicidi sul totale dei detenuti. In questo modo si scopre che l'anno peggiore è stato il 1987, quando - a fronte di una popolazione di 33.865 detenuti, si sono registrati 51 suicidi, pari a 15,1 ogni 10mila individui. Appena tre anni dopo, nel 1990, si registra il dato percentuale più basso, 7,3 su 10mila (il totale dei detenuti in quell'anno fu di 31.676). A partire dal 1992, la ricerca del ministero mette a bilancio anche i tentativi di suicidio. Anche qua l'oscillazione è costante: si va dai 531 tentativi del 1992 ai 933 tentativi del 1998, l'anno con il totale più alto sia in valori assoluti che in percentuale (1,9 ogni 100 detenuti).