Eccellenti e solidali, i capolavori del gusto

Oggi un giorno di dibattiti e soprattutto degustazioni di grandi vini italiani e dei presìdi. A fin di bene

Buoni in ogni senso. Sono i grandi prodotti dell’enogastronomia italiana, in «mostra» per tutta la giornata di oggi per un evento, «Eccellenti e solidali», che ha lo scopo di finanziare, con i fondi raccolti, i presìdi nei Paesi in via di sviluppo. «E&S», organizzato dalla Fondazione Slow food per la biodiversità onlus in collaborazione con Coldiretti, si svolge nella prestigiosa cornice di Palazzo Rospigliosi, in via XXIV Maggio 43 dalle 11 alle 23. Fitto il programma degli eventi: si parte con una tavola rotonda dal tema «L’agricoltura del futuro» con il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, il presidente di Slow Food Carlo Petrini, quello della Coldiretti Paolo Bedoni e quello delle fondazione Slow Food per la biodiversità Piero Sardo. Alle 19 un talk show sul vino italiano con i produttori e Carlo Petrini, condotto dai giornalisti Luca Zanini e Antonio Paolini. Ma quello che probabilmente più interessa al grande pubblico sono i precorsi di degustazione aperti tutto il giorno. I visitatori, in cambio di un’offerta minima di 30 euro, potranno degustare i vini di 22 grandi aziende italiane (qualche nome? Arnaldo Caprai, Bellavista, Casale del Giglio, Castello Banfi, Castello della Sala, Col d’Orica, Contadi Castaldi, Feudi di San Gregorio, Firriato, La Spinetta, Masciarelli, Nino Negri, Planeta) e altri prodotti di eccellenza (il riso degli Aironi, i formaggi Caseus Montanus, il prosciutto Dok Dall’Ava, il cacao Domori, i dolci Loison, l’olio Roi) e conoscere i presìdi Slow food, una vera enciclopedia delle meraviglie delle terre d’Italia, come la bottarga di Orbetello, il culatello di Zibello, il pecorino di Farandola, le lenticchie di Onano, il limone Sfusato di Amalfi, i salumi di suino dei Nebrodi, le paste di meliga del Monregalese, il fico dottato Cosentino e il fiore sardo dei pastori, con qualche divagazione sudamericana (il cacao ecuadoriano, il caffè guatemalteco di Huehuetenango, il guaranà brasiliano), asiatica (il riso basmati di Dehradun in India) e africana (la vaniglia di Mananara in Madagascar). Insomma, un sabato per palati fini. E buoni.