"Eccessivo il carcere per chi sporca le strade"

Il Consiglio dei ministri rinvia il varo del decreto rifiuti. Matteoli, Maroni e la Prestigiamo perplessi sulle sanzioni penali per chi sporca le strade, giudicate eccessive

Napoli - Slitta il via libera del consiglio dei ministri al decreto legge che prevede un giro di vite sull’emergenza rifiuti. Lo si apprende da fonti di governo al termine del consiglio dei ministri che si è svolto oggi in prefettura a Napoli. Sarà necessario un nuovo passaggio in pre-consiglio dei ministri per il decreto legge che prevede, tra l’altro, il commissariamento dei comuni e delle province che non rispettano le norme per la raccolta e la gestione dei rifiuti, ma anche il carcere e le multe per chi realizza discariche abusive e getta i rifiuti per strada.

Palazzo Chigi precisa che "il consiglio dei ministri ha avviato l’esame, su proposta del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, di un decreto-legge che completa il pacchetto di interventi predisposti dal governo per superare definitivamente l’emergenza rifiuti dell’area campana. Dopo aver approfondito le tematiche che il decreto affronta - aggiunge il comunicato - il consiglio ha deciso di proseguirne l’esame nella prossima riunione". Il governo ha inoltre approvato un ddl per la ratifica e l’esecuzione della convenzione fra l’Italia e gli Stati Uniti per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire le frodi o le evasioni fiscali. Il consiglio ha poi deliberato, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, la nomina di Angelo Balducci a presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici.

Le perplessità di Matteoli, Maroni e Prestigiacomo In particolare, i rilievi al decreto sui rifiuti e le critiche sollevate sulle sanzioni penali previste sarebbero stati mossi dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, dal titolare delle Infrastrutture Altero Matteoli e dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Matteoli avrebbe chiesto di sostituire le sanzioni penali con sanzioni amministrative. Il ministro delle Infrastrutture ha poi sollevato la questione di affidare il trasporto dei rifiuti da smaltire ad autotrasportatori iscritti all’albo per evitare infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Altra questione, per Matteoli, la creazione di più consorzi per la raccolta dei rifiuti e non di un consorzio unico che, a suo giudizio, accentrerebbe troppi poteri in capo a una sola struttura.
Al termine del Consiglio dei ministri il premier ha tenuto una riunione ristretta con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, quello delle Infrastrutture, Altero Matteoli e Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, per esaminare ulteriormente il contenuto del decreto e ragionare su eventuali modifiche.