Eccessivo lo stipendio del dg Montaguti: condannato Guarini

SENTENZA Superato il tetto massimo stabilito dalla legge. Ma la Regione aveva dato l’ok

Da quando nel luglio 2005 il manager ferrarese Ubaldo Montaguti è approdato nella capitale per dirigere il policlinico Umberto I non è passata stagione senza che si guadagnasse, ora per un motivo ora per un altro, un posto di prim’ordine sulle cronache locali e nazionali. Più volte si è parlato della sua ambizione di abbattere i padiglioni del nosocomio per tirarne su di nuovi, dei contratti fiduciari stipulati a super-consulenti, altrettante volte del compenso ragguardevole che gli era stato riconosciuto. Argomento che è approdato sui tavoli della Corte dei conti e sul quale ha deciso del far luce anche la magistratura contabile. E a quattro anni ormai dalla firma di quel contratto, dopo un’istruttoria minuziosa, è arrivata la sentenza.
L’ex rettore della Sapienza Renato Guarini - in quanto è lui che ha sottoscritto il contratto di nomina del direttore generale - è stato condannato al risarcimento del danno erariale di 100mila euro, da comprendere alla rivalutazione monetaria, procurato per aver stabilito lo stipendio di Montaguti oltre il limite consentito dalla legge. Il contratto del manager a peso d’oro è stato stipulato per una durata quinquennale e comprende un compenso di 207mila euro annui oltre a un’indennità di risultato pari al 30 per cento del lordo. E questo quando la legge in vigore stabilisce che un direttore di ospedale o Asl in genere deve essere retribuito non oltre i 154mila euro. Mentre gli deve essere riconosciuto un premio per il raggiungimento degli obiettivi prefissati conteggiabile al 20 per cento.
Eppure dinanzi a questo sbarramento normativo lo stesso Guarini aveva tirato fuori l’éscamotage secondo il quale la complessità del ruolo e la complessità del Policlinico tendeva a giustificare un compenso assai maggiore. Tant’è che il rettore, in un primo momento aveva comunicato al presidente della Regione, Piero Marrazzo, - che di concerto avrebbe dovuto dare il nulla osta al contratto - di prevedere un compenso annuo di 240mila euro più il 20 per ceto dell’indennità. Da Marrazzo non arrivò alcuna risposta ostativa ma il compenso è stato rimodulato. Non abbastanza per i magistrati contabili che invece puntano l’indice anche sugli stipendi dei direttori nominati dallo stesso Montaguti e il cui stipendio, secondo la legge, è vincolato a quello del manager. Il direttore amministrativo e il direttore sanitario vantano ciascuno un contratto di 165mila euro più il 30 per cento di premio. In pratica vanno a intascare più di ogni altro direttore generale in carico a un’azienda sanitaria. Già, ma le prime contestazioni sui contratti la procura regionale le fece nel 2007, sia a Guarini che a Montaguti. Rimasero lettera morta. Le imputazioni? Conseguenze rovinose per le casse del Policlinico se non addirittura per le casse dell’intera Regione Lazio che non brilla certo in politica finanziaria. Valutazioni che portano la Corte a rimarcare che «il professore Guarini ha agito con leggerezza gravemente colpevole ritenendosi assolto dall’obbligo di rispettare puntuali parametri normativi e causando un rilevante danno patrimoniale alla Regione». E se Guarini deve risarcire la Regione anche l’Università dovrà fare la sua parte? «La sentenza specifica che l’università La Sapienza dovrà mettere in pratica un’azione di recupero del quid pluris - spiega Giuseppe Polinari segretario del sindacato Cisas-Csa -. Quel di più che dovrà essere indagato e conteggiato assieme all’indennità di risultato fuori misura». Il tempo per il recupero delle somme ci sarebbe pure tenendo conto che il contratto di Montaguti scade a luglio 2010.