Ecco gli antichi segreti della medicina cinese

Un percorso nell’etnomedicina alla scoperta di come si curano tutti i popoli della terra

La nuova mostra inaugurata ieri al Castello d'Albertis ci trasporta direttamente nel cuore della medicina tradizionale cinese, con le sue tradizioni affascinanti. Il titolo è evocativo: «Il soffio del drago: la medicina tradizionale cinese attraverso la collezione Scarpa». Tra i reperti ci sono, infatti, documenti e testimonianze dell’opera di Antonio Scarpa (1903-2000), medico viaggiatore genovese che percorse i cinque continenti per compiere uno studio sulla medicina nelle diverse culture. Un lavoro che prima di lui praticamente nessuno aveva intrapreso. È così che è nata l’«etnomedicina». E a Scarpa è intitolato il museo, di ridotti spazi espositivi ma di grande interesse, allestito in ambito universitario in via Balbi. Vanta più di 1500 prezzi tra strumenti, farmaci, manuali, pergamene, e quant'altro sia legato a tradizioni mediche dei popoli a noi lontani. La mostra «Il Soffio Del Drago» sarà un’esposizione che cambierà con il tempo, dando spazio di volta in volta a differenti culture. In questa sua prima versione, si snoda in poche stanze ma tutte piene di materiale e significati nascosti. Come hanno spiegato Massimo Chiappetta, organizzatore della mostra, e Alberto De Simone, curatore dell’iniziativa, insieme ad Antonio Guerci ed Emanuela Patella, le stanze si articolano in un gioco di specchi, di rimandi, di citazioni che permette una fruizione su più livelli del percorso descrittivo. Dalle testimonianze fotografiche di Antonio Scarpa agli appunti dei suoi diari, dagli ideogrammi scritti sul pavimento che riportano passi fondamentali dei testi di medicina classica cinese, a richiami continui alla teoria del «qi», la cosiddetta «materia-energia» o «soffio» che scorre in ogni singola parte dell'universo e nel corpo umano attraverso una serie dei canali, detti «meridiani», così come scorre all'interno della natura attraverso le «arterie del drago».
L'attività svolta da Scarpa e la tradizione culturale cinese vengono così a formare due registri inscindibili, un po' come il legame tra la conoscenza degli altri e di se stessi, proprio come ci ricorda un adagio della mostra: «Colui che conosce gli altri è sapiente, colui che conosce se stesso è illuminato». La mostra, che è stata inaugurata ieri, continuerà fino a settembre 2009. È aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18. Informazioni: Tel. 010.2723820, http://www.castellodalbertisgenova.it