Ecco il "Bignami" del pallone: errori, sospetti, ultrà

Non manca neanche il caso-bestemmia in primo piano tv: ma sarà punibile soltanto da fine mese

di Tony Damascelli
Un consiglio agli studiosi del fenomeno football: si facciano regalare o acquistino il dvd di Juventus-Genoa. È il riassunto, il «Bignami», di tutto quello che il calcio sa inventarsi e offrire da queste nobili parti, il bel Paese. Incomincio dal meraviglioso pubblico, il nostro meraviglioso pubblico. Una dozzina di bombe carta esplose sulle gradinate dello stadio Olimpico, quattro anni fa teatro dei Giochi invernali, oggi latrina dei Giochi di pallone. Un poliziotto ferito dall’esplosione e ricoverato in ospedale. Nulla di nuovo, in questo stadio si è visto e sentito di tutto, cori razzisti, insulti, minacce, senza che né arbitri né giudici abbiamo sospeso la partita o squalificato l’impianto.
Ieri mattina monsieur Jean Claude Blanc ha incontrato 400 delegati dei vari club dei tifosi bianconeri, a parte alcune imprecisioni da lui raccontate (in francese si direbbe bobard, balle e basta) tipo «…abbiamo riportato la squadra alla massima competitività nazionale e internazionale…», non ha provveduto a richiamare all’ordine i rappresentanti dei gentiluomini suddetti ma sarebbe chiedere troppo a chi ha sempre la stessa espressione in caso di gol, autogol, espulsioni, corner, pali, vittorie, sconfitte.
I teppisti continuano a fare i loro porci comodi ma credo e spero che l’Olimpico venga squalificato.
La partita-bignami, dunque: Amauri e Buffon sono stati al centro dei pettegolezzi volgari durante la settimana, il primo è tornato al gol dopo astinenza storica, il secondo ha concesso una papera parrocchiale e, per restare in tema di chiesa, ha provveduto a fustigarsi con una serie di bestemmie in primo piano televisivo, graziato dalle norme che scatterà soltanto dal ventisette febbraio, tenendo conto dei recuperi in calendario. Dunque per altri tredici giorni liberi tutti di dare del maiale ai santi e al loro padrone in cielo. Una bella immagine di sport, come si diceva, nelle mani del regista tivvù che è libero di inquadrare o no il triviale e, dunque, di far scattare la condanna.
Del resto le immagini servono anche a smascherare le furbate, come quella che ha visto Del Piero, recordman di presenze in bianconero (comprese le 31 in serie B, dettaglio non trascurabile per chi non conta i numeri ma li pesa), celebrare con due gol, dedicati alla moglie esultante in tribuna, e all’arbitro Mazzoleni fatto fesso con una caduta, la seconda, dopo quella organizzata con il laziale Diakite, sceneggiata, comunque incominciata fuori area.
Da qui il rigore buffo, roba d’altri tempi, da inchiesta, interrogazioni parlamentari, intercettazioni, roba da Moggi e affini ma direi anche da Boniperti & Agnelli, tanto per spolverare la memoria ai don Abbondio che hanno trovato coraggio e aneliti etici (compreso Blanc) stranamente soltanto dopo la scomparsa di Gianni e Umberto, gli Agnelli veri.
Nel dopo partita si è discusso proprio sul rigore che ha deciso il risultato ma nessuno, ripeto nessuno, ha parlato dei petardi, delle violenze, del poliziotto che, in cambio di dodici euro lordi a domenica, il salario suo e dei suoi colleghi chiamati al servizio d’ordine, si mette a bersaglio dei soliti noti, incivili, gaglioffi. Il nostro meraviglioso pubblico. Fine del riassunto. Non soltanto.