Ecco Bono tridimensionale Che sorpresa il film sugli U2

Presentato uno show della band ripreso in 3D . Sulla Croisette la rockstar accolta dalle ovazioni

Nostro inviato a Cannes

All'ingresso della piccola sala che conterrà un centinaio di persone ti danno un paio di occhiali da sole, te li metti, parte il film e ti ritrovi come d'improvviso dentro uno stadio che ne accoglie qualche centinaio di migliaia, a seguire il concerto degli U2. Sei in mezzo al pubblico, Bono viene verso di te, l'impressione è straniante e allo stesso tempo coinvolgente.
Girato da Mark Pellingtone e Catherine Owens e avente per protagonisti i membri, appunto, del mitico gruppo, il già citato Bono, The Edge, Adam Clayton, Larry Mullen jr, per cinquantacinque minuti il film U2 3D, ovvero terza dimensione, ti proietta grazie alla tecnica in una specie di gioco virtuale degli specchi e degli incroci: sei in sala ma è come se ti vedessi allo stadio, il pubblico invade la tua poltroncina di spettatore e però tu ti sbracci con lui. Mai fino ad ora un concerto era stato filmato in questo modo e per chi andrà a vederlo lo spettacolo è garantito.
Bono, per chi non lo sapesse, è la voce solista di questo complesso planetario da venticinque anni più o meno sulla cresta dell'onda. E'anche uno che dallo stesso tempo è sposato sempre con la medesima moglie, non gli si riconoscono vizi particolari né particolari follie ed è la rock star che può vantare il più alto numero di incontri con personalità politiche e sociali. Da Giovnni Paolo II a Madre Teresa di Calcutta, da Bill Clinton a Geroge Bush, non se n'è persa una e sempre però per i più nobili motivi. Il suo attivismo nei confronti del Terzo mondo e dei suoi problemi ne ha fatto una sorta di ambasciatore di pace, a volte discusso, ma per uno che ha sempre detto essere il rock «liberazione totale, altrimenti non è nulla», il contrasto è singolare.
Fisicamente Bono (arrivato in ritardo per problemi con l’aereo) è piccolino, porta dei discutibili occhiali da vista giganti mascherati da occhiali da sole, ha una capigliatura che sembra un parrucchino anche se non lo è: a vederlo sul palco, e anche senza doverne apprezzare o capire la musica, si capisce però di avere di fronte un vero e proprio animale da palcoscenico e si capisce anche come un concerto rock sia un qualcosa che sta fra l'impresa sportiva e un corso di sopravvivenza. Il delirio dei fans fa altresì capire come il vero divismo sia passato ormai da anni dal campo cinematografico a quello musicale ed è curioso che il film sugli U2 venga presentato a Cannes, vetrina e passerella delle star di celluloide. Nessuna di esse potrà mai vantare un bagno di folla come quella che U2 3D mostra allo spettatore.
Per chi ne voglia sapere di più su questo personaggio così carismatico e anche così particolare c'è a disposizione la biografia sotto forma di intervista che Michka Assayas, un giornalista francese gli ha fatto due anni fa e che si intitola, semplicemente, Bono. Chi preferisce il puro e semplice cantante non si perda questo film che lo celebra.