Ecco il «Btp» targato Mediobanca

Mediobanca si rivolge alle famiglie italiane con due nuove emissioni obbligazionarie denominate «Mediobanca Tf 2009/2014 (codice Isin IT0004540719)» e «Mediobanca TV 2009/2014 (codice Isin IT0004540842)». I prestiti obbligazionari, entrambi della durata di cinque anni, sono sottoscrivibili dai piccoli risparmiatori fino al prossimo 16 novembre, salvo chiusura anticipata: a coordinare il collocamento sono Banca Imi e lo stesso istituto di Piazzetta Cuccia.
L’importo complessivo dell’offerta sarà pari a 1,5 miliardi di euro, elevabile a due miliardi in funzione dell’andamento delle domande di adesione ma con una particolarità: ciascun prestito dovrà avere un importo minimo pari a 200 milioni. Un elemento non secondario, scelto per assicurare una significativa liquidità al titolo e garantire un buon «flottante»: entrambe le emissioni saranno infatti quotate sul segmento obbligazionario di Piazza Affari (Mot) e negoziate sul circuito EuroTlx. Tutto questo permetterà al sottoscrittore di vendere (alle condizioni di mercato e perdendo la garanzia sul capitale iniziale investito che avrebbe invece alla scadenza) i titoli in qualsiasi momento. Non è inoltre prevista, da regolamento, la possibilità da parte del sottoscrittore di chiedere un rimborso anticipato del titolo né, d’altro canto, un rimborso anticipato da parte dell’emittente Mediobanca.
Da notare poi che il taglio minimo dell’investimento in fase di sottoscrizione è di duemila euro (e mille euro per i versamenti successivi) e non sono previste commissioni di entrata: i costi di collocamento saranno regolati direttamente tra Mediobanca e i collocatori. Fin qui le caratteristiche tecniche comuni alle due emissioni. Che, evidentemente, prevedono due differenti rendimenti a scadenza. Cominciamo dal titolo a tasso fisso la cui cedola sarà determinata alla chiusura dell’offerta aggiungendo al parametro di riferimento (il Tasso Euro Swap a 5 anni, ovvero il tasso del mercato obbligazionario euro con scadenza cinque anni che regola le operazioni di copertura del rischio d’interesse) uno spread compreso tra lo 0,30% e lo 0,60%: il valore finale sarà determinato in funzione dell’andamento dei rendimenti e dei prezzi dei titoli obbligazionari di pari durata già emessi da Mediobanca e quotati sul mercato secondario e dai volumi delle sottoscrizioni: tanto più alta, e concentrata nei primi giorni, sarà l’adesione tanto più lo spread finale sarà vicino al minimo della forchetta e viceversa. La forchetta dello spread è tipica per le emissioni retail: Eni, per esempio, nella primavera scorsa lanciò un bond al pubblico indistinto con uno spread compreso tra 0,85% e 1,35% per poi fissare un margine finale dello 0,89% in virtù della eccezionale richiesta da parte dei sottoscrittori. In tutti i casi, considerando che oggi il tasso euro swap a 5 anni viaggia al 2,83%, aggiungendo lo spread minimo (0,30%) si arriverebbe al 3,13% e quindi maggiore al 2,94% garantito dal Btp di uguale durata con un rating (giudizio di merito di credito dell’emittente) che per Mediobanca è AA-, superiore a quello del Btp (A+). Nel caso invece della tranche a tasso variabile, il riferimento è l’Euribor a 6 mesi con uno spread, anch’esso compreso tra lo 0,30% e lo 0,60%; tenendo conto che le cedole sono pagate con cadenza semestrale (mentre nel caso del titolo a tasso fisso hanno frequenza annuale) e che l’Euribor a 6 mesi oggi si attesta allo 0,997%, il rendimento lordo dell’emissione a tasso variabile sarebbe almeno dell’1,31% in linea con quella del Cct 1.12.2014 (1,35% l’attuale rendimento lordo); sono tuttavia diversi sia il parametro di indicizzazione (il Cct aggancia i rendimenti a quelli dei Bot) sia la tempestività dell’adeguamento del rendimento ai tassi del mercato monetario: le oscillazioni dell’Euribor a 6 mesi sono molto più sensibili, verso il basso ma anche verso l’alto.