Ecco il campo-reggia dei rapinatori rom

Dopo il blitz in via Chiesa Rossa, le immagini delle ricche residenze dei nomadi

Certo: kitsch è kitsch, non si discute. Tuttavia soprattutto continua a stupire pensare agli zingari - che nell’immaginario comune vivrebbero tra roulotte sporche e gabinetti a cielo aperto - mentre si muovono nelle loro ville. Tra mobili di rovere, cristalliere, specchi, divani bianchi in pelle, tivù al plasma e con le Bmw parcheggiate in un cortile lastricato bicolore. Uno stile non esattamente low profile e che forse neanche Zsa Zsa Gabor - l’eccentrica attrice hollywoodiana di origine ungherese nota per i suoi nove mariti ma anche per le sue pacchiane magioni - avrebbe osato esibire.
Eppure così è. Lo dimostrano efficacemente le immagini scattate dalle forze dell’ordine che l’altroieri hanno fatto il blitz nel campo nomadi di via Chiesa Rossa, ai limiti estremi del quartiere Gratosoglio, arrestando 25 persone. Tutti italiani di etnia Rom, di età compresa tra i 25 e i 60 anni, tutti appartenenti a tre famiglie, a cui sono contestate 40 rapine avvenute proprio nel campo, di giorno, dal marzo del 2006 al febbraio 2008.
Grazie ai proventi ottenuti da queste scorribande e dalle ruberie armate, gli zingari si erano trasformati in possidenti, poco importa se di abitazioni costruite del tutto abusivamente e, magari, arredate anche con «pezzi» sottratti ai loro legittimi proprietari. E se tentassimo un recupero sociale dei rom assumendoli come consulenti all’assessorato all’arredo urbano? Almeno ne approfitteremmo per tenerli lontano dalle nostre di case.