Ecco il carcere per criminali "in pensione"

A Singen, in Germania, un istituto penale accoglie solo detenuti ultrasessantenni, condannati ad almeno 15 mesi. A causa dell’invecchiamento della popolazione, è sempre più &quot;“pieno&quot;<br />

È un carcere speciale. Gli ospiti hanno tutti più di 62 anni, ma non sono nonni gentili. Hanno tutti una condanna ad almeno 15 mesi: molti sono stupratori e grandi truffatori. Non scherzano. Ma neanche se la passano così male: l’istituto penale di Singen, in Germania, è pensato solo per loro. Che non sono malviventi buoni, ma hanno esigenze particolari che, qui, cercano per quanto possibile di soddisfare.

Una prigione speciale. La prigione si trova vicino a Costanza, nel Land tedesco del Baden-Württemberg ed è l’unica di questo genere nel Paese. Ospita i criminali in pensione da quasi 40 anni ma, ultimamente, è molto gettonata: a causa dell’invecchiamento della popolazione è sempre piena, con i suoi cinquanta posti tutti occupati. Anche se il direttore Thomas Maus ha precisato al quotidiano online Stuttgarter-Nachrichten: “Gli uomini diventano sempre più vecchi ma, non per questo, sono immuni dagli atti criminali”. Uno dei più anziani, ad esempio, si chiama Adolf, ha 71 anni ed è stato condannato per stupro. Anche se non sono dei santi, però, gli ospiti hanno bisogno di particolari attenzioni che, nelle prigioni “normali”, non sono di solito prese in considerazione: “Nei penitenziari ordinari i giovani si danno arie e i più anziani vengono lasciati in disparte” ha spiegato Maus. A Singen i detenuti godono di molte libertà rispetto a un carcere tradizionale. Il motto è: “Chiuso verso l’esterno, aperto all’interno”. Così le celle rimangono aperte tutta la giornata e gli ospiti possono girare tranquillamente nel cortile interno fino a tarda sera.

Detenuti ultrasessantenni. I detenuti hanno anche a disposizione una palestra attrezzatissima e una biblioteca e possono partecipare a tornei di biliardo, scacchi e bocce e a corsi di cucina. C’è anche un’equipe di medici sempre pronta a intervenire, giorno e notte, in caso di necessità. Ellen Ahlbeck, direttrice del penitenziario centrale di Costanza, ricorda però che non si tratta di una piacevole “casa di riposo”: “Un terzo dei detenuti di Singen sono stupratori o grandi truffatori”. E quindi molti non solo non sono agnellini, ma hanno personalità difficili che, a contatto quotidianamente per tante ore, rischiano anche di scatenare reazioni violente. Anche se i più pericolosi non sono ammessi, per non correre troppi rischi: si tratta pur sempre di un luogo speciale.