Ecco che cosa dice la sentenza

«Si accusa la politica, ma sono stati i giudici della Corte di appello ad aver creato questo vicolo cieco, per cui nessuna struttura pubblica accetta di eseguire la sentenza». Così Paolo Becchi, professore di filosofia del diritto all’università di Genova, illustrava domenica scorsa al Giornale le cause dello «stallo» della condizione di Eluana Englaro. «Il problema - sottolineava - è che nella sentenza i giudici hanno indicato che l’interruzione del trattamento di alimentazione e idratazione artificiale debba avvenire in un hospice. Non si parla di ospedale o del domicilio di Eluana». E qui per il professore sta il punto fondamentale: «L’hospice accoglie i malati terminali, ne salvaguardia la dignità: non è il luogo per far morire una persona di fame e di sete. Il suo ruolo sarebbe snaturato».