Ecco chi aiuta la sinistra nullafacente

(...) fa di tutto per tenerla al potere. In altre parole: da mesi il Municipio Centro Est, quello di Carignano, di Castelletto, del Centro storico, quello che rappresenta il cuore della città, di fatto non fa più nulla. Sempre paralizzato da un numero legale che non si trova mai, da una maggioranza che, per l’appunto, non è tale. Il fatto è che il centrodestra dovrebbe essere inviperito per essere stato vittima di un tradimento elettorale di alcuni consiglieri passati con il centrosinistra. Eppure, pur avendo la possibilità di far cadere tutto, di sciogliere il consiglio, non lo fa.
Sarebbe una mossa indispensabile, specie in vista delle elezioni della prossima primavera. Impedire all’attuale presidenza Pd (e alla coalizione che lo sostiene) di fare scelte nell’ultima parte del mandato significherebbe tra l’altro togliere all’avversario una buona parte delle risorse pre-elettorali. E allora perché il centrodestra preferisce salvare il presidente Michele Razeti e la sua non maggioranza? La domanda in realtà bisognerebbe rivolgerla non a tutto lo schieramento ma ai consiglieri della Lega Nord e dell’Altra Genova. Il Pdl, An, e la Lista Biasotti infatti hanno già dato la loro disponibilità, scontrandosi però con la contrarietà dei colleghi. Per sciogliere il consiglio di Municipio basterebbe infatti presentare le dimissioni contemporaneamente. Pdl, An, Lista Biasotti, Lega e Altra Genova hanno 12 consiglieri, tanti quanti il centrosinistra che comprende anche il presidente Pd Razeti. Per regolamento, se si dimette la metà più uno dei consiglieri (ma escludendo dalla conta il presidente) l’assemblea va sciolta e commissariata. Se si esclude il presidente, il numero dei consiglieri è di 23 e la maggioranza assoluta è di 12. Il centrodestra avrebbe questi numeri, ma né i consiglieri della Lega, Milena Pizzolo e Giannalberto Conte, né quelle dell’Altra Genova, Vichi Musso (sorella del senatore ex Pdl) e Maria Ester Aghina, si sono resi disponibili alle dimissioni. Di fatto sostenendo la sinistra. Una spiegazione ci tiene a darla Milena Pizzolo. «A parte il fatto che questo doveva essere un accordo tra noi consiglieri, che evidentemente è uscito prima di un confronto. Comunque onorerò il mio mandato fino all’ultimo, perché questo è quello che ci chiedono i cittadini - spiega la consigliera leghista - Essere consiglieri significa poter dare risposte quotidianamente ai cittadini che hanno qualche problema e ai quali non interessa chi è al potere, ma solo avere un referente. Piuttosto vorrei dire a qualche consigliere di centrodestra che oggi si scandalizza, perché non ci ha pensato prima, quando ha fatto cadere Siri e Cimaschi e ha messo una scheda bianca facendo eleggere Razeti».
E così si continua a non fare nulla o quasi. Ieri sera l’ennesima figuraccia della sinistra. La seconda commissione era convocata per dare un parere all’assessore comunale Simone Farello sull’installazione di una telecamera per fare multe alle moto che entrano in Spianata Castelletto. Telecamera che imbarazza la sinistra visto che i commercianti non la vogliono. «In giornata mi hanno chiamato in molti per dire di non andare, che non ci sarebbe stato il numero legale - svela il presidente di commissione Elio Salterini - In realtà c’eravamo tutti noi del centrodestra e abbiamo bocciato l’idea, approvando invece la pedonalizzazione di Spianata». «Ci accusano di far mancare il numero legale - aggiunge Enrico Cimaschi - Loro ci provano e non sono neppure capaci a farlo». Intanto il Municipio è alla paralisi.