"Ecco chi era davvero mio marito Jörg"

Claudia Hoffmann, la vedova, parla per la prima volta con la stampa
italiana dopo la morte del leader austriaco, nell’ottobre scorso, in un
incidente d’auto. "Resta il politico più amato. Lo sciacallaggio non ha
fermato la sua popolarità"

Klagenfurt «Me lo rivedo sempre davanti, vestito di bianco, al ballo delle debuttanti. Sulla giacca aveva un bottone cinese che diceva portasse fortuna. Lì è nato un amore durato 32 anni». Mentre parla, Claudia sembra rivivere con gli occhi la vita passata al fianco di Jörg Haider, il controverso leader della destra austriaca e governatore della Carinzia che si è schiantato in macchina alle prime ore dell’11 ottobre scorso. Nel sangue le analisi ufficiali hanno trovato una buona dose di alcol, ma il partito e la famiglia sono convinti che «rimangono ancora diversi dubbi e interrogativi» sulla sua fine. Haider era tanto amato dai sostenitori, quanto odiato da chi lo bollava come “l’uomo nero” della Carinzia. Prima di morire aveva imboccato una svolta moderata - tanto che gli sono stati tributati funerali praticamente di Stato - ed i suoi lo paragonavano a Silvio Berlusconi in Italia.
Il primo marzo si vota per le regionali in Carinzia e l’Alleanza per il futuro dell’Austria (Bzö), il partito che aveva fondato, si presenterà con il suo nome sulla scheda. «Se fosse ancora vivo avrebbe ottenuto la maggioranza assoluta dei voti», sospira Claudia nella sua casa di Klagenfurt. Il giorno del funerale un sondaggio prevedeva un effetto “memoria”, con il 61% dei consensi per il partito dello scomparso governatore. Adesso le intenzioni di voto per la “Lista Jörg Haider” si sono assestate oltre il 40%, la maggioranza relativa.
La vedova, che per la prima volta parla con la stampa italiana dopo la morte del marito, preferisce ricordi più intimi: «Le rose rosse erano il simbolo della nostra unione. Mi ha regalato un enorme bouquet alla nascita della nostra prima figlia. Le amiche mi invidiavano. Come ultimo segno d’amore ho voluto che la sua bara fosse ricoperta di rose». Occhi verdi e capelli biondi corti, viene chiamata “Panzer mutti (mamma)” dagli amici italiani, per il suo piglio deciso. Una delle due figlie, Ulrike, vive felicemente sposata a Roma. Quando il marito, Paolo Quercia, analista e ricercatore di politica estera che lavora tra l’altro per la Fondazione Fare Futuro, fondatore dell’associazione Italia-Carinzia, chiese la mano della giovane Haider, la mamma rimase a bocca aperta. Jörg, invece, rispose subito in italiano: «Io dico sì».
La tomba di Haider è sepolta dalla neve accanto ad una cappella in mezzo agli alberi della valle dell’Orso (Bärental). «Con mio marito avevamo già deciso di venire sepolti qui uno accanto all’altro. Per la famiglia è sempre stato una specie di rifugio. Con Jörg siamo saliti su tutte le cime che si vedono dalla tomba. Per questo lo abbiamo fatto riposare rivolto verso le montagne», spiega Claudia.
Sulla valle dell’Orso, Haider ha dovuto affrontare aspre polemiche. Un prozio, che abitava a Bolzano, la comprò alla vigilia della Seconda guerra mondiale da una coppia di ebrei italiani. Haider l’ereditò nel 1983 dal figlio dell’acquirente originario. Alla sua morte la tenuta è passata a Claudia e alle figlie, amanti della caccia. «Vi sembrerà strano ma mio marito non ha mai avuto il tempo di farsi la licenza. A caccia vanno le donne della famiglia», racconta la signora.
Nella casa di Klagenfurt Claudia ha ricevuto 4mila messaggi di condoglianze, anche dall’Italia. Oltre a quadri e opere celebrative del leader a lungo ritenuto simbolo della destra estrema e mangia-immigrati. Sul luogo dell’incidente la gente non cessa di portare ceri, fiori, biglietti. E si parla pure di un monumento. «Mio marito ha fatto due o tre errori nella sua carriera politica - ammette Claudia -, ma i media si sono sempre accaniti su questi errori fino a deformare la verità». Nel salotto la foto ufficiale di Haider, listata a lutto, è tenuta su un piedistallo come un’icona.
Gli Haider erano legati all’Italia. Il viaggio di nozze di Claudia e Jörg, nel 1976, è passato dalla Toscana fino al balcone di Giulietta e Romeo a Verona. Il cantante Albano Carrisi è un amico di famiglia. Gli Haider sono stati ospiti nella sua tenuta pugliese a Cellino San Marco. «Un paradiso, dove Jörg correva ogni mattina per prepararsi alla maratona», racconta Claudia. Lo scomparso governatore concesse al cantante italiano la cittadinanza onoraria della Carinzia.
All’estero la signora Haider è una delle poche donne ammessa sotto la tenda beduina del colonnello Gheddafi: «Ricordo un uomo galante ed un tè delizioso».
Dopo la morte è saltato fuori di tutto, dalla presunta omosessualità di Haider al fatto che guidava ubriaco. «Sciacallaggio e diffamazione politica che mi hanno sconvolta - controbatte Claudia -. Volevano fermare la popolarità di cui godeva mio marito con le peggiori allusioni, ma non ci sono riusciti». Sull'incidente la vedova sostiene: «Non credo ad un complotto. Però rimangono ancora tante domande, troppi interrogativi. Sarà il tempo a darci le risposte».
La famiglia non entra nei dettagli, ma fonti mediche e del partito mettono in dubbio le analisi del sangue sul tasso alcolico. Haider potrebbe essere stato drogato nel locale frequentato pure da gay nel centro di Klagenfurt, dove è stato visto vivo per l’ultima volta. Il sospetto è che volessero stordirlo per scattare qualche foto compromettente da vendere ai giornali. Anche sul telefonino del governatore e sulle ultime chiamate ci sono ancora dei misteri.
Il 26 gennaio Haider avrebbe compiuto 59 anni. Dall’Italia, alla cerimonia di ricordo organizzata dalla famiglia, sono venuti in forma privata il sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni, ed il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo, ambedue del Popolo della libertà. Ma anche il precedente governatore del centrosinistra, Riccardo Illy, aveva ottimi rapporti con Klagenfurt e difendeva Haider dalle accuse di xenofobia. Il primo cittadino di Tarvisio ha annunciato che «se la famiglia acconsente, dopo le elezioni in Carinzia, si può pensare ad intitolare ad Haider il piazzale sull’ex frontiera con l’Austria».
Claudia giura di non voler scendere in politica e guardando la figlia, che vive a Roma, confessa un altro desiderio: «Con Jörg sarebbe stata una grande gioia vedere nascere e crescere i nostri nipoti».