«Ecco chi furono davvero i Goebbels»

Si intitola I figli del ministro del Reich il libro di memorie che Kathe Hubner, bambinaia in casa Goebbels tra il 1943 e il 1945, ha deciso di dare alle stampe, rompendo il silenzio mantenuto per oltre 60 anni su quanto ha visto e sentito negli ultimi anni del Terzo Reich. La donna, una berlinese ora 85enne, ha raccontato i suoi ricordi all’autrice del volume che esce in Germania, Petra Fohrmann.
Nei giorni della caduta di Berlino, quando arrivarono le truppe sovietiche, la Hubner si finse sordomuta, riuscendo così a sfuggire agli interrogatori e al carcere. I sei figli del ministro della Propaganda di Hitler Joseph Goebbels e di sua moglie Magda, cinque femmine e un maschio dai 4 ai 12 anni di età, furono tutti avvelenati, probabilmente dalla madre, il giorno dopo il suicidio del dittatore, il primo maggio 1945. Hitler, racconta la Hubner nel suo libro di memorie, temeva di essere avvelenato più di ogni altra cosa al mondo e così, quando andava il visita a casa Goebbels, si portava anche un thermos con il tè. Fu assunta come bambinaia a casa Goebbels quando aveva 23 anni, con un salario di 350 marchi. E sono tanti i ricordi sulla signora Goebbels, una nazista convinta che era al suo secondo matrimonio. «Lasciava una scia di profumo che restava a lungo nell’aria quando usciva dalla stanza», racconta la Hubner a proposito della padrona che a 19 anni in prime nozze aveva sposato Gunther Quandt, rampollo di una famiglia di milionari e che con lui aveva avuto un figlio, Harald. Le nozze con il ministro di Hitler erano poi state celebrate nel 1931. «Amo mio marito - aveva assicurato Magda in uno scritto - però il mio amore per Hitler è più forte. Per lui darei la vita. Quando è stato evidente che Hitler non poteva amare nessuna donna ma solo la Germania, come ha detto lui stesso, ho accettato di sposare il dottor Goebbels. Così potevo restare più vicina al Führer».