Ecco chi guida Ubi: a Bergamo le strategie la gestione a Brescia

Massiah firma la struttura della superpopolare. La cena di Faissola

da Milano

«Comunicato di gruppo Ubi numero 1 del 2 aprile 2007»: a meno di 24 ore dalla nascita, il direttore generale Victor Massiah firma il primo ordine interno alla superpopolare frutto delle nozze tra Popolari Unite e Banca Lombarda. Un documento interno di 24 pagine (corredato da otto allegati) di cui il Giornale è entrato in possesso, dove si passano in rassegna i gangli vitali che dettano l’operatività della capogruppo Ubi Banca in vista del piano industriale.
La scelta è caduta su una struttura a matrioska, ricalcata su quella dei «cantieri» avviati lo scorso 13 marzo, che affida all’anima bergamasca la definizione delle strategie, delle politiche commerciali e il nodo delle risorse umane. In sostanza, la mente del neo-gruppo guidato dall’amministratore delegato Giampiero Auletta Armenise, il cui cuore gestionale e i crediti rimangono invece appannaggio degli uomini dell’ex Banca Lombarda.
Il caposquadra della Leonessa è il vice presidente del consiglio di gestione Corrado Faissola, con il quale, a norma di statuto, lo stesso Auletta è tenuto a «consultarsi», coinvolgendolo nella gestione matrimoniale. Ruolo con cui Faissola corona il ventennale impegno profuso in Banca Lombarda, divenuto mercoledì della scorsa settimana l’occasione per una cena al ristorante «Da Lorenzaccio» di Brescia. Un amarcord riservato ai «fedelissimi» dell’attuale presidente dell’Abi, compresi i referenti delle banche reti e alcuni dirigenti in pensione.
A pagina 5 del documento Massiah, che partecipa al consiglio di gestione con voto consultivo, è invece indicato come il «capo della struttura operativa» e del personale. La specifica macroarea è tuttavia presidiata ad interim dal condirettore Graziano Caldiani secondo una fitta dialettica Brescia-Bergamo riflessa anche nelle sottostanti «aree» (cui sono deputati compiti di governo e di coordinamento), nei «servizi» e negli organismi cosiddetti di «staff». Un gioco di pesi e contrappesi che vede Bpu egemone nella macroarea strategia e controllo affidata a Rossella Leidi, coadiuvata da Claudio Capelletti, Nunzio Tartaglia e Paolo Sciarrino. In quota Bergamo anche il risk management strategico, il commerciale (Francesco Iorio), la finanza e l’internazionale con Gian Cesare Toffetti. Dove emerge l’intreccio «familiare» di Gianluca Trombi, nipote del presidente Gino Trombi.
Come previsto Ettore Medda sale invece alla guida della macroarea dell’amministrazione, ma in quota Banca Lombarda rientrano anche Giovanni Lupinacci, cui vanno i crediti, e Vicenzo Sardone (risk management operativo). Al termine del documento, prima della composizione dei comitati interni, una curiosità sulle comunicazioni interne: suddivise in «circolari Ubi», «circolari Ubi U» e «circolari Ubi L» con la scelta di specificare l’iniziale della banca referente.