ECCO COME CI VORREBBERO

Dunque, innanzitutto, mi impegno a non intervistare mai Beppe Dossena e non fargli mai nessuna domanda, nemmeno: «Che tempo fa?». Nè, tantomeno, la ben più insidiosa: «Che ora è?».
Poi, in secondo luogo, devo dire che domenica, nel secondo tempo, abbiamo assistito a un’altra grande prestazione della Sampdoria, gioco spumeggiante e tenuta fisica invidiabile. Una partita «straordinaria», per usare il linguaggio più adeguato alla situazione. E il fatto che queste prestazioni «straordinarie» vadano avanti da mesi, credo sia la migliore risposta a tutti i disfattisti che criticano la squadra o, addirittura, osano dire che il mercato di gennaio è stato sbagliato. Qualcuno, persino, si è spinto ad affermare che quel mercato va definito «di riparazione». Ma quando mai? Se non si sbaglia mai, di conseguenza non c’è assolutamente nulla da riparare. E così iniziamo a mettere i puntini sulle i. Alla faccia di quegli stessi disfattisti che fanno notare come Iuliano fosse in tribuna, Colombo in panchina e Marchesetti abbia giocato solo cinque minuti. Dati statistici assolutamente ininfluenti, soprattutto se confrontati al numero di corner battuti dal Doria da inizio campionato ad oggi, quello sì un dato importante.
Ovviamente, non è finito nessun ciclo. Anzi, il ciclo continua. E chiunque osa dire che un divorzio sarebbe meglio sia per la Sampdoria che per Novellino, perchè anche le cose più belle finiscono, non capisce nulla di calcio. Così come capiscono ancor meno quelli che hanno osato mettere in dubbio il dogma dell’infallibilità di Beppe Marotta e dire che, quest’anno, a fronte di un’ottima campagna acquisti estiva, lui e i suoi collaboratori hanno successivamente inanellato una lunga serie di errori. Pensate che quei cattivi che remano contro hanno osato addirittura dire che, anche senza spendere soldi, era possibile portare in blucerchiato giocatori di maggiore utilità rispetto a Iuliano, Colombo e Marchesetti. E hanno osato addirittura pensare che la politica dello staff tecnico della Samp, basata in gran parte sui prestiti gratuiti e sui parametri zero, alla lunga non paghi.
Di fronte a gente che ragiona così e che vuole il male della Sampdoria, segnalando errori inesistenti dei suoi dirigenti, noi veri giornalisti ci schieriamo e ci schiereremo sempre, segnalando alla società i nomi di tutti i deviazionisti.
Post scriptum. Non è che sono improvvisamente impazzito. Ho solo scritto un articolo che, certamente, sarebbe gradito dai vertici blucerchiati. Ma che non credo faccia il bene della squadra. Se il presidente Garrone, che stimiamo senza ironie, vuole ascoltare la favola del Grillo Parlante, gliela racconteremo volentieri. Ovviamente, non a Bogliasco. Dove i reietti di Primocanale non possono entrare.