Ecco come il cinema racconta l’«esilio»

Ariela Piattelli

Il Medfilm Festival (Cinema Capranica fino al 13 novembre), manifestazione romana arrivata quest'anno alla sua undicesima edizione, rappresenta la piattaforma ideale per conoscere e confrontarsi con culture così diverse eppure vicine a noi. Esilio o meta? è il tema di quest’edizione: duecento film, tra lungometraggi, corti, e documentari per dare voce alle cinematografie di ben quaranta Paesi. Ieri ad aprire il festival è stato l’omaggio al cineasta Vittorio De Seta, che con i suoi film e documentari, ha descritto i cambiamenti, la cultura e la società del Sud Italia.
Per la competizione ufficiale «Amore e Psiche» si contendono il premio film provenienti esclusivamente da paesi che si affacciano sul Mediterraneo: la Francia è rappresentata dal film Rois et reine (sarà presentato in anteprima stasera alle 20) del regista Arnaud Desplechin, una tragicommedia sull’intreccio di due destini.
L’italiano Saimir (giovedì alle 10) di Francesco Munzi racconta una storia di carattere sociale di un immigrato albanese che si innamora di una ragazza italiana. Il cinema turco, che è l’ospite d’onore di quest’edizione del Medfilm Festival ed ha una sezione speciale all’interno della rassegna, propone sempre per «Amore e Psiche», Anlat Istanbul (oggi alle 18), un film corale dove cinque registi raccontano storie che si intrecciano, unite dallo splendido scenario di Istanbul.
Sempre la Turchia concorre per il premio Eurimages Italia con Egreti Gelin del veterano del cinema Atif Yilmaz, il racconto di un ragazzo appassionato di teatro, a cui la famiglia vuole trovare a ogni costo una moglie. L’ultimo lavoro di Radu Mihaileanu, il regista di Train de vie, Vai e vivrai (domani alle 20) verrà proposto nella versione originale francese (con sottotitoli in inglese).
Un festival romano non può dimenticare il cinema italiano e cui è dedicata la sezione premio Italia nel Cinema: verranno ripresentati tra gli altri Cuore sacro (giovedì alle 18) di Ferzan Ozpetek e Nemmeno il destino (domenica alle 16) di Daniele Gaglianone.
Due rassegne speciali sono dedicate al cinema francese («Le regard des autres») e allo sguardo dei nuovi autori sul mondo di oggi («Open eyes»). Anche gli appassionati di documentari e cortometraggi troveranno pane per i loro denti: al Museo di Roma in Trastevere oggi e domani proiezioni di corti «no stop», mentre tra i documentari segnaliamo Appunti romani (giovedì alle 19) di Marco Bertozzi, un affresco di Roma durante il secolo scorso, e Oriental (domenica 13 alle 21.40) del regista israeliano Avi Nesher, un’interessante indagine sulla possibilità del documentario di rappresentare la realtà. L’ingresso è gratuito, per informazioni sul programma www.medfilmfestival.it.