Ecco cosa dire per fare un figurone in società

AFORISMI Evitarli. La vostra cultura è ben più profonda.

AMARCORD Terribile, quando arriva il momento nelle cene tra giornalisti e scrittori.

BACKGROUND Ciò che rimane dopo che si è scordato tutto quello che si è letto. Quindi, ben poco.

CAPOLAVORISMO Malattia di cui sono soliti soffrire molti critici e giornalisti: «Un miracolo di scrittura», «Un capolavoro assoluto»; «Di romanzi così non se ne scrivono più»; «Il libro del decennio», «Sarà un capolavoro». Ricordare Pavese: «Capolavorare stanca».

DIGNITÀ Inutile. Chi si è mai comprato un Porsche Cayenne con la dignità?

DANDY Scrittore che una volta si faceva fotografare in una villa del Seicento, davanti a una Bugatti, circondato da levrieri e in divisa da aviatore. Oggi uno scrittore che si fa fotografare sul divano, a piedi nudi.

ELEGANZE Dire «la società italiana è un arcipelago curioso» invece che «un puttanaio».

FICTION «La finzione è la verità dello scrittore». Impossibile che qualcuno controbatta.
GRANDE FRATELLO Anche voi, come tutti, pur guardandolo siete per un’Italia antropologicamente diversa dal Grande Fratello.

HEMINGWAY, ERNEST Era amico di Fernanda Pivano.

INFORMAZIONI Da sole sono inutili. Incrociate ai pregiudizi producono un ottimo giornalismo.

J’ACCUSE Lanciarne spesso, meglio a sproposito.

KITSCH Chiedere una recensione del proprio libro sul giornale per il quale si collabora, è molto kitsch.

LOMBROSO, CESARE Voi l’avete sempre detto che la fisiognomica è una scienza esatta.

MAINSTREAM Cultura omologata, conformismo, regola, norma, gregge. Voi siete esattamente l’opposto.
NEOCONVERTITI Non discuterci per nessuna ragione al mondo, sono i più pericolosi.

OMBELICO Frequentatissimo dai giovani scrittori (ma anche dai giovani registi). «Storie ombelicali». «In Italia i narratori non fanno che guardarsi l’ombelico e raccontarselo». «Una narrativa impegnata a guardarsi l’ombelico». «Una generazione di scrittori attaccata al proprio ombelico». «Giovani che scrivono persi nella contemplazione del proprio ombelico». «È ora di tagliare il cordone ombelicale».

PAGINE CULTURALI «Sono morte. Tranne forse... (e citare il giornale per il quale si scrive, o che ha parlato bene di un vostro libro, o di un libro che vi piace, o anche solo di un libro in generale)».

PENSIERO a) Di solito è sempre unico; b) In realtà a volte è debole, altre corto, altre ancora piatto; c) Tantissime volte non c’è affatto.

QUANTITÀ A volte, inopinatamente, è sinonimo di qualità. Per molti, ad esempio, i libri di Franco Cordero oltre che lunghi sono anche belli.

RAZZISMO È incredibile, ma a volte vi vengono in mente idee che non condividete.

SCRIVERE Farlo solo per necessità. Ricordarsi il comandamento: «Scrivi ogni pagina come se fosse la prima, come se fosse l’unica, come se fosse l’ultima».

TURPILOQUIO Non si può disconoscere che l’uso frequente di epiteti e volgarità rinforza il discorso conferendogli quell’aggressività oggi così necessaria nella dura lotta per la sopravvivenza mediatica.

UNIVERSITÀ «In tutti gli altri Paesi del mondo sì che funziona».

VISIONI (DEL MONDO) Hegel vs Kant, Coppi vs Bartali, Usa vs Urss, Beatles vs Rolling Stones, Inter vs Juventus, Gustave Flaubert vs Federico Moccia, Dashiell Hammett vs Giorgio Faletti...

WELTANSCHAUUNG Ognuno ha la sua.

ZIBALDONE Insieme di riflessioni raccolte a casaccio. Che spesso riscuotono un ottimo successo editoriale.