«Ecco cosa pensate di noi»

Caro Giornale, io doriano, ho raccolto una summa di pensieri dei genoani, come emergono dalla vostra rubrica del Derby dei lettori: «A Genova esiste una sola squadra di calcio: il Genoa». «La Sampdoria infatti è una squadra di ciclisti». «La prova? La sua maglia a strisce orizzontali». «Mancini e Vialli erano ciclisti». «Ergo l’unica squadra con calciatori (Iliev, Mamede) siamo noi». «Purtroppo siamo circondati da una manica di traditori (Spinelli, Guidolin, Tedesco, Milito)».
A questo punto occorre aprire una parentesi e riconoscere, per obiettività, che tutti gli scrittori epistolari genoani ignorano rigorosamente, o per semplice distrazione o per rimozione degne di indagine psicanalitica, che la Sampdoria dal 1945 ad oggi – sono dati ufficiali - si è attestata come ottava squadra nel grande panorama del calcio nazionale a ridosso (prescindendo dall’attuale scandalo) delle «grandi» di Milano, Torino e Roma secondo un’oggettiva scala di valori che tien conto per l’intero corso del dopoguerra (1945-2006) di sei parametri valutativi essenziali: 1) numero complessivo di abbonati nel sessantennio. 2) Somma di spettatori paganti e relativi incassi. 3) Presenze complessive in serie A (oltre l’80%). 4) Risultati nazionali e internazionali. 5) Apporto dei propri atleti al «Club Italia». 6) Salute dei propri bilanci (Last but non fast).
Sia come sia sta di fatto che per il gran cuore rossoblù tutto ciò è ininfluente (e forse inesistente) giacché essi ripetono senza posa (riprediamo la silloge): «la Genova calcistica è solo genoana sotto la degnissima, sapiente guida etica, finanziaria e tecnica dell’amatissimo presidente Enrico Preziosi rigorosamente Doc». «La Sampdoria? Semplicemente un ospite»! «Eppoi i suoi tifosi (se esistono) hanno un intollerabile vizio: ogni tanto rivolgono il loro irriverente sguardo alle nostre sacre vicende. Noi invece li ignoriamo». La prova? «Sfidiamo chiunque a reperire un unico episodio in cui un genoano abbia sprecato un solo rigo e tantomeno goduto o sofferto o imbrattato i muri cittadini in conseguenza delle vicende della suddetta squadra di ciclisti».