Ecco la cronologia di uno sfacelo

Cronologia di uno sfacelo. Il Genoa, finalmente lanciatissimo verso la promozione in serie A dopo 9 campionati e mezzo di mortificante serie B, riesce a fare incredibilmente harakiri. A gennaio, la dirigenza costantemente in preda a febbre di mercato manda via Makinwa, Cozza e Nocerino e li sostituisce con Sartor, Carparelli e Italiano. Lo spogliatoio diventa via via ingestibile per Cosmi in lite col figlio del presidente. Crisi. Affannoso finale. Il Genoa, impaurito, commette un illecito sul filo di lana.
Per la gioia del Palazzo che non vede l'ora di togliersi dai piedi lo scomodissimo Preziosi, in fretta e furia (urge la composizione dei calendari per una ripartenza rapida nell'anno dei mondiali) la giustizia sportiva ci va giù col machete. Il presidente reagisce optando per la guerra totale: e la perde perché la cosiddetta giustizia sportiva, in un ambiente notoriamente composto da verginelle figlie di Maria, addita il Genoa a parametro di tutte le nefandezze del mondo e al machete unisce la derisione.
Risultato. Via l'allenatore Guidolin, via tutti i migliori giocatori, squadra da rabberciare in una settimana in chiave di C1, con 3 persecutori punti di penalizzazione sul groppone.
La squadra, affidata al mestiere e al buon senso del vecchio navigante Vavassori, vince a Ravenna ma scoppia il beffardo caso Ghomsi. Di chi è la colpa? Ricomincia la sarabanda degli avvocati. Partita persa, via i 3 punti dice il giudice sportivo; partita vinta, Grifo rieccoti i 3 punti dice la Disciplinare.
Manca uno che la butti dentro, ma il livello del campionato è talmente modesto che in tutta umiltà e fatica la squadra riesce comunque a fare progressivamente il vuoto. Ma arriva il solito maledetto appuntamento col mercato di gennaio. Via Tedesco, Greco, Rimoldi, De Angelis, Minetti, Sinigaglia, dentro Fusco, Iliev, Mamede, Lopez, Moretti, Rivaldo. Cosiccome Cosmi l'anno prima, Vavassori va in crisi con la squadra. Subentra Perotti e fa quel che può: non poco, visto che somma 10 punti in 6 partite perdendone una sola, purtroppo quella del Picco contro il diretto concorrente Spezia.
Restano comunque due punti di vantaggio, ma dopo sette mesi di inqualificabile letargo, riecco all'opera la cosiddetta giustizia sportiva: via i 3 punti del caso Ghomsi. Vecchio Grifone, tiè! Si va a Sambenedetto e si sbraca. Di chi è la colpa? Ah, saperlo! Io un'idea ce l'ho.
Al 90% si va ai play-off. Attilio, se lo Spezia non perde a Padova, a Teramo tieni fuori tutti i migliori: guai se ci scappasse qualche squalifica o infortunio. Sarà così dura nella calura del 21 e 28 maggio, per non dire di quella del 4 e 11 giugno, che guai non essere almeno al completo. Intanto mi permetto di darti un altro consiglio: spingi più che puoi perché si giochi in notturna…
Quanto al popolo rossoblù, al 99% dei suoi componenti si sta comportando da due anni in maniera eroica per assiduità, entusiasmo (ce n'è voluta di forza!) e compostezza. L'augurio caldissimo è che si stia ai primi danni e la cosa si protragga per le ultime due partite del corrente campionato, perché guai farsi del male ulteriore buttando il bambino con l'acqua sporca. La Società sa bene che ai 15.355 abbonati che hanno pagato un prezzo da serie A per vedere 17 partite di serie C anziché 19 di serie A va riconosciuto l'indennizzo minimo costituito dal sacrosanto diritto di assistere gratuitamente alle partite dei play-off. In casa e fuori. Provveda chi ha causato, non certo per dolo comunque per colpa, il danno.