Ecco la democrazia: in pochi hanno lasciato a piedi tutti

In pochi fermano tutti. Le cifre ufficiali dello sciopero sembrano fatte apposta per far infuriare chi allo sciopero era profondamente contrario. Anche a far finta di credere che ieri in piazza a Genova ci fossero 15mila persone, si resta basiti all’idea che le restanti 600mila abbiano dovuto subire i disagi conseguenti. Ancor più clamoroso il discorso sulle ripercussioni al trasporto pubblico provocate dall’astensione dal lavoro degli scioperanti. Amt nei giorni precedenti l’astensione provava quasi a «tranquillizzare»: i precedenti scioperi generali proclamati solo dalla Cgil avevano provocato il taglio di circa un bus ogni due. E ancora mercoledì sera nelle stazioni della metro i cartelli avvertivano di un «possibile servizio ridotto». Il risultato? Zero bus e zero treni del metro in servizio.
Per il trasporto ferroviario, stesso ritornello. Anzi, le ferrovie ieri hanno addirittura diffuso un comunicato secondo il quale sarebbe circolato regolarmente il «94 per cento dei treni a lunga percorrenza e il 60 per cento dei treni regionali previsti in orario». Probabile che i molti viaggiatori rimasti bloccati nelle stazioni per treni totalmente inesistenti a lungo, media o breve percorrenza, intercity, locali o regionali veloci, siano rimasti vittime di allucinazioni collettive visto che tutti hanno capito il contrario, ossia che tutti (con rarissime eccezioni) i treni ieri mattina erano fantasmi. I tabelloni ricchi di annunci di soppressioni hanno evidentemente dato notizie false rispetto a quelle comunicate ufficialmente da Trenitalia. Che probabilmente ha fornito il dato delle adesioni allo sciopero, non delle conseguenze. In pochi hanno bloccato tutti.