«Ecco dieci buoni motivi per votarci»

«Uno che fino al ’98 pensava che fosse giusto rifondare il comunismo. E ce lo vorrebbero rifilare come sindaco. Cose da pazzi... ». Silvio Berlusconi affonda il Pd e il candidato Giuliano Pisapia, ex parlamentare del Prc eletto con il metodo delle primarie («si sono anche impegnati») a colpi di gag. Nel tempio della sinistra, il Palasharp dove Saviano e gli anti-Cav hanno scandito mesi fa la richiesta di dimissioni al premier, e nel quartiere simbolo della festa dell’Unità, i seimila supporter del Pdl arrivati ieri anche da Roma per il comizio di Berlusconi rispondono all’inno di «meno male che Silvio c’è» e con il coro «chi non salta comunista è». I dieci motivi per «votare Letizia» incoronata ieri dal palco dal leader del Pdl, sono racchiusi in 10 domande retoriche, «dovete rispondere sì o no, ma siamo democratici e potete anche astenervi» stuzzica Berlusconi. Che prima di iniziare il referendum popolare scherza con la Moratti seduta in prima fila, «sei stata troppo buona, hai usato un eufemismo quando hai detto che la sinistra ha molte anime. Ma anime proprio, non direi». Via con le domande: «Volete che continui il buongoverno di Milano? Un sindaco che riduca sempre più le imposte? Una città senza addizionali Irpef? Con il prezzo dell’acqua più basso d’Italia? I vigili di quartiere, più verde, liste d’attesa ai nidi azzerate, 2 nuove linee del metrò, più anziani assistiti a domicilio? Volete ancora Letizia sindaco? O che la sinistra reintroduca l’Ici». Perchè ha letto «i loro programmi, hanno preso la carta carbone e cambiato qualche parola, solo che loro i nostri non li saprebbero realizzare». Mentre la Moratti «sarà la spinta più forte al nostro governo di maggioranza per operare ancora due anni nell’interesse dei milanesi, non voglio neanche immaginare che la nostra città possa cadere nelle mani dell’opposizione». E perchè non gli cantino «il funerale» invita il pubblico a scrivere Silvio Berlusconi sulla scheda «non confondetevi con il nome sul simbolo, se da capolista prendo meno preferenze di cinque anni fa diranno che sono mort, scrivete il mio cognome». L’incoronazione del sindaco è in 5 definizioni, «capace, dotata di grande onestà intellettuale, grande concretezza e pragmatismo». E aggiunge che «viene dall’impresa e quindi porta la sua capacità di fare». Una battuta interessata sui cento punti del programma elettorale, «leggo che raddoppierai l’assistenza in casa agli anziani ma ti chiedo di triplicarla perchè l’hai già fatto. E visto che tra gli anziani ci sono anch’io, mandami una badante carina».
I colonnelli del Pdl riempiono le prime file. Rispondono all’appello i ministri Romani, Gelmini, La Russa, Brambilla, i sottosegretari (dalla Santanchè alla Ravetto, Casero, il neo acquisto Rosso). I deputati Ue Fidanza, Comi, Ronzulli, Mauro. Onorevoli, deputati, l’ex sindaco Albertini, i candidati nei comuni e nelle due province. Tra gli esponenti delle liste alleate, manca all’appello la Lega. Nelle stesse ore a Gallarate il senatur Umberto Bossi si augurava «il boom al primo turno, perchè poi diventa difficile i milanesi vanno al mare e in montagna». Immediata la reazione del vicesindaco De Corato, «mentre tutto il popolo di centrodestra sosteneva la candidatura del sindaco, Bossi faceva il menagramo».