Ecco come diventare ricchi con una partita al videogame

Per la prima volta i campionati mondiali di cyber-game in Italia. Si sfidano in 700 provenienti da tutto il mondo: in palio un premio di 350mila euro

Nino Materi

nostro inviato a Monza

Che lavoro fai? «Gioco ai videogames».
Una risposta che sognano in tanti, ma possono permettersi in pochi. Tra loro ci sono tre ragazzi under 25: Yun-Yeol, Lim Yo-Hwan e Hong Jin-Ho. Dai nomi si capisce che il terzetto è rigorosanete made in Corea dove il videogioco è lo sport più popolare, come il polo in groppa agli elefanti in India; però con l’indubbia comodità che Yun, Lim e Hong per dare sfogo alla loro passione non hanno bisogno di sterminate distese polverose, ma di pochi centimetri: lo spazio necessario per smanettare come sanno fare solo gli smanettoni professionisti.
A colpi di joystick i signori Yeol, Yo-Hwan e Jin-Ho hanno messo da parte un bel gruzzolo, considerato che guadagnano rispettivamente 200mila, 180mila e 108mila dollari all’anno. Campioni dalle pupille a fessura che però, quando si tratta di aggiudicarsi il montepremi di una gara, tirano fuori due occhioni alla Betty Boop.
Una metamorfosi che avverrà anche a Monza dal 18 al 22 ottobre, quando andrà in scena il World Cyber Games 2006: il più importante festival di computer e videogiochi del pianeta. Yun, Lim e Hond, insieme ad altri 700 colleghi provenienti da 70 nazioni, non verranno a Monza per ammirare la Corona Ferrea del Duomo, bensì per aggiudicarsi i 430mila dollari (350mila euro) in palio per il premio finale; insomma, come diventare ricchi con una manciata di partite al videogame (che nulla ha a che fare con il videopoker o similari macchinette mangiasoldi). Una corsa pazza contro il tempo che troverà la sua pista ideale nell’autodromo di Monza, dove i bolidi di casa. Sarà forse per questo che il sindaco di Monza, in occasione della presentazione dell’evento, «sgomma» armato di telefonino da un padiglione all’altro meglio di Schumacher (prima del ritiro) al pit stop ai box Ferrari. Una Formula Uno a tutto software con tanto di stereotipi (concorrenti con jeans col cavallo così basso da sembrare un pony; cappellino con visiera sulla nuca; zatteroni da ginnastica e maglietta con Super Mario Bros: un look che fa tanto rapper e antipatia).
Ad aprire lo show sarà un mega-concerto live della coppia Carmen Consoli-Max Gazzè, con Gianna Nannini formato special guest; una sorta di battesimo musicale per il Mundial di videogiochi che quest’anno si disputerà per la prima volta in Europa. Un motivo in più per il Comune di Monza monzese per fare le cose in grande stile, magari senza farsi prendere troppo da frenesia e demagogia (vedi l’idea del «dibattito sulla pace» per stemperare la «carica violenta» dei games di guerra...): una bella razione di buonismo ci farà fare un figurone, devono invece essersi detti sindaco e assessori.
«La cerimonia inaugurale si aprirà con eventi spettacolari, giochi e animazione, il tutto alla presenza di testimonial del mondo dello sport», assicurano gli organizzatori. Una sorta di «Dream Festival» tra i quali si muoverà con la consueta leggiadria giovanilistica Daniele Bossari, «volto noto della televisione italiana, molto amato dalle giovani generazioni», che sarà il presentatore della manifestazione.
Per ammirare le performance dei giocatori e sentire le loro emozioni, il pubblico potrà guardare le partite dal palco collocato nell'area Paddock dell'Autodromo oppure visitare i «Cyber Spaces», dove alcune delle partite saranno trasmesse in diretta su schermi giganti e arricchite da commenti in lingua italiana, per permettere agli appassionati di e-sport nostrani di godersi tutti i particolari delle sfide fra cyber atleti. Sono inoltre in programma diverse attività per adulti e bambini, tra cui sumo wrestling, face paintings, una pista di go-kart, l'emozione di un giro in pista con un race-taxi per tutta la famiglia, e altri spettacoli.
Il business che ruota attorno al mondo dei videogame si sta facendo consistente anche in Italia (circa 600 milioni di euro all’anno) e le aziende del iniziano a sponsorizzare i giocatori per avviarli alla carriera professionistica. L’età media del cyber-atleti è 22 anni. Ciascuno ha un videogame di riferimento: si va da StarCraft: Brood War, in cui tre popoli alieni si contendono il dominio del mondo a Need for Speed: Most Wanted, basato su inseguimenti polizieschi, fino a Project Gothan Racing 3, che sembra fatto apposta per l’autodromo di Monza visto che offre l’opportunità di guidare virtualmente dei super bolidi. Ci sarà folla pure nei padiglioni dedicati ai neofiti: già 380 i giovani iscritti, tra cui una decina di ragazze; un numero destinato sicuramente ad aumentare, considerato che le donne rappresentano in Italia il 40% dei giocatori. Per tutte vale la testimonianza di Anna Maria Mazzili, 29 anni: «Sono stata attaccata al computer fino a sei ore al giorno. Poi ho capito che erano troppe, così ho diminuito. Ma giocare continua a piacermi: senti l’adrenalina che sale».
Il nostro Paese sarà rappresentata da 26 cyber-atleti, selezionati in occasione delle finali nazionali, svoltesi lo scorso giugno sempre a Monza. I giocatori - «che si stanno allenando per ripetere la magnifica avventura dei calciatori azzurri in Germania» - sono suddivisi in un clan composto da 5 membri per squadra, i tre migliori players per ciascuna delle altre discipline e un team leader che li accompagnerà.
Tra gli «addetti ai lavori» si segnala lo stato di forma soprattutto di Francesco Trimarchi, nato a Roma il 26 Maggio 1978 e laureato in Ingegneria Elettronica (indirizzo Telecomunicazioni) nel 2005. La sua tesi era intitolata: «Applicazione della tecnologia Dtt (nulla a che vedere col l’insetticida ndr) nell'utilizzo di sistemi di teleassistenza in campo Biomedico». Roba tosta. Francesco, inoltre, «ha partecipato al programma Erasmus presso il North East Wales Institute of Higher Education a Wrexham (Galles)»; «ha ottenuto nell'anno 2004 presso il North East Wales Institute of Higher Education la certificazione Cisco per i corsi Ccna 1, 2 e 3 relativi alla configurazione di Router e Switch»; «ha progettato e organizzato un corso di apprendimento dell'informatica e dell'uso del pc basato sul Netgaming presso la Washington school nella sua sede di Roma». Praticamente un genio.
Con questo po’ po’ di curriculum - vi chiederete voi - cosa volete che sia per Francesco vincere una gara di videogame? Un gioco da ragazzi! E invece no. Francesco ammette con encomiabile onestà: «Ho partecipato nel 2001 e nel 2005 alle olimpiadi World Cyber Games tenutesi rispettivamente in Corea del Sud a Seul e a Singapore, come componente della nazionale italiana. Ma Entrambe le volte non sono riuscito a superare il girone di qualificazione».
Forza Francesco, vedrai che a Monza sarà la volta buona. Forse.