Ecco il documento dell’intesa Ti-Te

Accordo non vincolante, sinergie per 2 miliardi di cui più di uno per gli spagnoli

da Milano

Chi ha visto il documento sa bene che non è materia delle ultime ore: e che dietro ci sono mesi di lavoro, che hanno impegnato il top management Telecom. Eppure il Mou (memorandum of understanding) in consiglio di amministrazionme Telecom non è mai arrivato. Solo una versione ristretta ieri sarebbe finita sul tavolo di alcuni consiglieri indipendenti (comitato strategie), che si sono visti prima del cda Telecom. Essa contiene solo la cifra delle «sinergie preliminari» dell’accordo industriale Telecom-Telefonica (Ti e Te, in sigla nel documento) e pari a 2 miliardi. Ma andiamo per ordine. Telecom e Telefonica (indipendentemente da ogni discorso con Pirelli-Olimpia) sono settimane che trattavano. Erano addirittura arrivate a una bozza di precontratto, definito «Mou regarding strategic alliance» su carta intestata Telecom e datato 15 febbraio. Esso, fatto di una quarantina di pagine, è composto essenzialmente di due parti.
La prima è il contratto e la seconda rappresenta lo spaccato industriale del possibile accordo. L’ipotesi di intesa tra i due gruppi sarebbe «non binding», non vincolante. Sostanzialmente se le cose non dovessero andare per il verso giusto liberi tutti. Sono previsti dei comitati: lo steering commette e working groups. Nelle «valutazioni preliminari delle strategie», e cioè la seconda parte del documento, si mettono in evidenza un po’ di numeri dell’intesa. Sono cinque i perimetri di possibile collaborazione: la Germania, il Brasile, l’international Wholesale (il traffico all’ingrosso internazionale), gli acquisti e la ricerca e sviluppo. Il saldo delle sinergie si posiziona a 2 miliardi, di cui poco meno di un miliardo per gli italiani e il resto per gli spagnoli. Si tratta di un lavoro corposo certo non improvvisato negli ultimi giorni e non frutto di qualche semplice visita diplomatica. Oggi Telecom presenterà il suo piano industriale per i prossimi tre anni e già ha fatto intendere che con Telefonica proseguiranno i rapporti. Resta da capire che cosa ha fatto inceppare il piano più complessivo con Telefonica. Perché non è mai arrivato in discussione al livello di cda, nonostante le tante energie profuse all’interno per studiarne i dettagli. Anche considerando il fatto che gli azionisti di Telecom (Pirelli in testa) sarebbero stati ben felici di cedere una loro quota di Olimpia, che oggi controlla Telecom, a Telefonica. Guido Rossi è un signore a cui difficilmente si possono dare lezioni di correttezza istituzionale e trasparenza manageriale. È per questo che da lui oggi il mercato si attende risposte precise sull’accantonamento del piano Telefonica, dai suoi uomini così attentamente studiato.