Ecco dove fare il pieno costa meno

Sono 28 distributori di benzina alternativi e guidano la guerra sul prezzo del carburante che si gioca in città. Spesso combattuta sul filo del centesimo di euro, ma non per questo meno accanita. Le stazioni di servizio indipendenti, dette anche «pompe bianche», perché senza la colorazione tipica delle grandi compagnie, negli ultimi cinque anni si sono diffuse anche a Milano, vincendo l'ostilità di un mercato dove spesso i concorrenti si fronteggiano a poche decine di metri l'uno dall'altro. Al posto di Agip, Ip, Api o Esso, portano insegne come Mirina, Panigati, o più semplicemente Oil. Con tariffe di diversi centesimi più basse rispetto a quelle consigliate dai grandi marchi.
La ditta Mirina Petroli ad esempio, con un distributore lungo via Ripamonti, smercia la verde a 1,249 euro al litro e il diesel a 1,124. Ben sotto la media, rispettivamente di 1,317 e 1,189 dei prezzi nazionali rilevati dal ministero delle Attività produttive. Una differenza di sette centesimi che aumenta ancora se confrontata con marchi come Shell (1,326 per la verde), Api, Esso o Ip (tutte e tre a quota 1,319). Tariffe convenienti anche da Panigati, distributore indipendente di Magenta, che offre la verde a 1,264 euro al litro e il gasolio a 1,138.
Non stupisce che di fronte alle domande i titolari delle pompe bianche preferiscano trincerarsi dietro a un «no comment». «Non ci teniamo molto a rispondere - ribatte Edoardo Panigati, dirigente della società di Magenta -, perché poi ci attirate l'antipatia da parte dei nostri concorrenti». Anche gli altri benzinai in proprio preferiscono non dire niente, per il fatto che «siamo pur sempre in Italia». E in effetti, nonostante le grandi compagnie stabiliscano un prezzo standard, i distributori convenzionati sono liberi di abbassarlo, riducendo il proprio margine di guadagno. In un mercato asfittico come quello di Milano (nella sola zona di via Lorenteggio ci sono 8 stazioni in un chilometro) tanti accettano di farlo, anche a rischio di rimetterci.
La Shell di via Fulvio Testi a Cinisello ad esempio commercia la verde a 1,243 euro al litro e il diesel a 1,120, nel centro commerciale Auchan di Vimodrone c'è una pompa con prezzi a quota 1,247 e 1,149, mentre l'Agip di via Procaccini a Milano si ferma a 1,299 e 1,174. È per questo che alla fine le pompe bianche nel capoluogo lombardo faticano ad affermarsi, mentre nel resto d'Italia stanno attraversando un vero e proprio boom. A livello nazionale vendono il 7% della benzina, mentre a Milano e provincia si fermano al 2,6, cioè 28 impianti su 1091. «Il motivo è che numerose pompe bianche non nascono per fare sconti - rivela Ernesto Moro, presidente di una società di Meda con 42 distributori in tutta la Lombardia -, ma per offrire un servizio dove non esiste. Ad esempio in località montane o scarsamente abitate, dove per decine di chilometri non si incontra una sola stazione. Ma per loro tirare avanti spesso è un'impresa, soprattutto dove il mercato è più difficile».