Ecco dove sono i desaparecidos della politica

C’è chi, come il verde Bonelli, è volato in Amazzonia, per lavorare
in una ong brasiliana. E c’è chi, come il no global Caruso, conta lupi e
camosci nel Parco
nazionale del Gran Sasso. Ma che fine hanno fatto tutti i 'desaparecidos' della
politica, a spasso dopo la sconfitta di aprile?

Roma - C’è chi, dopo la sconfitta elettorale dello scorso aprile, è volato in Amazzonia, come l’ex capogruppo dei Verdi a Montecitorio, Angelo Bonelli, che ora lavora nella cooperazione in una Ong brasiliana. E c’è chi conta lupi e camosci, come l’ex deputato del Prc e leader dei no global del Sud Francesco Caruso, ora impegnato in un censimento faunistico nel Parco nazionale del Gran Sasso. Che fine hanno fatto i 'desaparecidos' della politica, esponenti e leader di quella sinistra che per la prima volta nella storia repubblicana sono rimasti fuori dal Parlamento?

La dieta di Mastella La maggior parte di loro continua a far politica, fuori dai 'palazzi' però, ma qualcuno ha cambiato lavoro e prospettive, senza tuttavia rinnegare le proprie convinzioni politiche. Uno dei grandi assenti, almeno per ora, dalla scena politica è l’ex ministro Guardasigilli Clemente Mastella, anch’egli travolto dal ciclone elettorale del centrodestra. Niente Mastella e niente festa di Telese: per la prima volta dopo molti anni, la kermesse politico-termale di fine estate è scomparsa dalle pagine dei quotidiani. Ma il 'purgatorio' del leader dell’Udeur sembra volgere al termine: vuoi perché Mastella è intenzionato a rituffarsi nell’agone politico ripartendo dalle regionali dell’Abruzzo, vuoi perché non è tramontata l’ipotesi di un riavvicinamento al vecchio compagno di viaggio Pier Ferdinando Casini in vista delle elezioni europee del 2009. Il futuro politico dell’ex ministro non è ancora scritto, ma intanto Mastella si è dedicato ad una dieta che gli ha fatto perdere 8 chili e al libro, che uscirà a febbraio, "in cui racconterò - ha detto in una recente intervista - del veleno e del fango che hanno gettato su di me".

Desaparecidos nei Palazzi del potere Chi è tornato a timbrare il cartellino è l’ex senatore di Rifondazione comunista Franco Turigliatto, spina nel fianco di Romano Prodi nei mesi burrascosi del centrosinistra a palazzo Madama nella scorsa legislatura. Turigliatto, che resta uno dei leader di Sinistra critica, è tornato al suo lavoro alla Regione Piemonte, dove prepara la documentazione di supporto per i consiglieri. E dell’ex segretario dello Sdi Enrico Boselli che ne sarà? "Ne riparleremo al ritorno dalle vacanze", dice all’Adnkronos dalla Sardegna, dove si sta godendo il sole e il mare dell’isola. Chi invece conta di tornare in pista in breve tempo è l’ex ministro Fabio Mussi, ancora in convalescenza dopo il trapianto di reni cui si è sottoposto nel febbraio scorso. Continuerà a far politica, da presidente del Consiglio nazionale di Sinistra democratica, in attesa di tempi migliori per la sinistra.

Diliberto dietro alla cattedra Quanto all’ex segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto, per ora i voti li dà più che prenderli: l’ex leader del Pdci, infatti, è tornato alla sua attività di docente di Diritto romano all’Università di Roma, pare con grande soddisfazione, come ha avuto modo di sottolineare egli stesso in una intervista, dei propri allievi. Resta in politica, 'in piazza' però e non nel Palazzo, Gennaro Migliore, ex capogruppo di Rifondazione alla Camera: "Siamo impegnati - dice all’Adnkronos - in un lavoro di opposizione sociale al governo Berlusconi. Restare in Parlamento solo per 20 mesi non è stato certo un problema per me, perchè, venendo dalla militanza on the road non ho mai ritenuto che quello fosse un approdo definitivo". E l’ex leader del Sole che ride nonchè ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio? È impegnato con la sua nuova 'creatura', la Fondazione Università Verde: "Ci stiamo lavorando a fondo, ne riparleremo più in là", si limita a dire. Per l’ex sottosegretario all’Economia Paolo Cento "resta la necessità di ricostruire nel Paese la presenza di una sinistra ecologista, un obiettivo per il quale il mio impegno c’è e ci sarà", dice all’Adnkronos. Intanto, studia un nuovo metodo di contabilità ambientale da applicare alle attività del settore pubbliche e private. E poi, non tutti i mali vengono per nuocere: "Ora - dice lui, tifosissimo della Roma - avrò più tempo per vedere e commentare le partite della Magica...".

Grillini si dà alla letteratura In Parlamento era fra i più presenti e anche ora che ne è fuori non si ferma un minuto: "Lavoro anche 14 ore al giorno", dice l’ex deputato socialista Franco Grillini, alfiere dei diritti gay in Parlamento che è da mesi in giro per l’Italia a presentare il suo libro Ecce omo, con 30 presentazioni già all’attivo e altre 40 da 'spalmare' nei prossimi mesi. "Il mio libro - dice non senza orgoglio - è a metà strada tra l’autobiografia e la storia del movimento gay in Italia negli ultimi 30 anni". Tutto qui? Macchè: Grillini cura una rubrica, Gaie lettere, sul settimanale A e fa l’editorialista per il quotidiano free press E-Polis, soprattutto per l’edizione della sua città, Bologna. E la politica? Rimane in piedi la sua candidatura a sindaco del capoluogo felsineo, ma soprattutto, rivela, vorrebbe candidarsi alle prossime europee, anche se ancora non è chiaro con quale partito: "Il Parlamento di Strasburgo - spiega - è diventata la nuova frontiera dei diritti civili".

Luxuria all'Isola dei Famosi Se per qualcuno la sconfitta elettorale ha rappresentato una sorta di oblio mediatico, per Vladimir Luxuria questo rischio non c’è. L’ex deputata di Rifondazione, infatti, è in partenza alla volta dell’Isola dei Famosi: "Non ho - dice all’Adnkronos - un atteggiamento snob nei confronti di questo reality, e poi può essere una grande occasione per far conoscere meglio al grande pubblico le questioni legate ai diritti civili". Prima di tuffarsi nella sfida per la sopravvivenza, però, Luxuria ha onorato l’impegno politico: "Ho partecipato - spiega - a tutte le Feste di Liberazione e alle iniziative per il Gay pride", viaggiando da Roma a Bologna, a Catania, a Biella.

Le Alternative di Bertinotti Non dimentica certo la politica neppure l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, ma ribadisce di voler fare altro: l’evoluzione politica del Paese la seguirà da direttore del bimestrale di politica e cultura Alternative per il socialismo, che diventerà un centro studi. "Non mi sento più in sintonia - ha detto Bertinotti in una recente intervista - con la fase politica attuale. Ho fatto degli errori in campagna elettorale e guardando da fuori me ne rendo conto. Se fossi ancora dentro non avrei la lucidità per poterli analizzare e capire". In ogni caso, nel futuro di Bertinotti c’è ancora la politica: "Voglio dare - spiega - il mio contributo alla costruzione di una sinistra anticapitalistica, che non può ripartire solo dall’Italia". La sinistra, dice l’ex leader Fausto, va ripensata in termini europei. Niente più politica, invece, per l’ex deputato dell’Udc Cosimo Mele, qualche mese fa al centro di uno scandalo rosa finito su tutti i giornali. Dice di volersi dedicare solo alla famiglia e alla ditta di calcestruzzi lasciata con l’elezione a Montecitorio. Ma in politica, come nella vita, mai dire mai.