«Ecco due milioni per la cultura»

Un milione e trecentomila visitatori solo tra Palazzo Reale, Pac, Palazzo della Ragione e Rotonda della Besana e Castello. Solo nel 2006, per dire, erano appena 386mila. La cultura punta a confermare, o addirittura sfondare il record del 2009, ma deve fare i conti con i cordoni del bilancio più stretti. Dei 38,8 milioni di euro garantiti l’anno scorso il budget a disposizione per il 2010 cala di almeno 1,2 milioni solo sulla spesa corrente (circa il 3% in meno).
L’assessore alla Cultura del Comune, Massimiliano Finazzer Flory, non ama parlare di spese o costi, ma di «investimento» per la cultura. E in tutto l’anno verranno investiti oltre 79 milioni, se si aggiungono anche i costi del personale o quello delle manutenzioni. Un settore che, puntualizza, «accetta i tagli che toccano un pò a tutti, ma è un peccato che si colpisca ciò che funziona e anzi crea indotto alla città. Mostre, teatro, cinema danno più lavoro anche a ristoranti, locali, taxi, mezzi pubblici».
I numeri degli ingressi ai musei e le file per ammirare un quadro esposto eccezionalmente a Palazzo Marino (basti pensare al San Giovanni Battista di Leonardo che a fine dicembre in soli tre giorni ha attirato 28mila persone) dicono che il piatto è ricco. E gli sponsor non a caso (e nnostante la crisi) si sono tuffati a sorpresa nella «cultura spa». Entro un paio di settimane l’assessore chiuderà un’operazione da due milioni di euro, una lista di banche e grandi imprese che si sono offerte di finanziare associazioni e imprese che fanno spettacolo, musica e teatro in città, e a cui il Comune da solo avrebbe dovuto tagliare gli aiuti.
Linfa per circa 100 piccole e medie realtà che operano soprattutto in periferia. «Da ora in avanti - spiega Finazzer - invece di cercare sponsor su una singola mostra o rassegna preferiamo creare fondi dei privati da distribuire su progetti più ampi».
Anche il mondo della Moda finalmente ha risposto all’appello. Agli eventi culturali del Comune collegati alle sfilate di questi giorni ha messo la «firma» Louis Vuitton, a breve anticipa Finazzer «incontrerò Giorgio Armani che si è offerto di studiare con noi un progetto strategico per la cultura e i giovani». Ancora: il primo marzo verrà inaugurato a Palazzo Morando, in via Sant’Andrea 6, il nuovo Museo dei costumi, della moda e dell’immagine «obiettivo raggiunto grazie al marchio Frette». E se le Giornate della lettura nelle biblioteche e in luoghi sparsi della città a marzo rischiavano di accorciarsi causa bilancio, a sostenere l’iniziativa si è fatta avanti la Porsche. Col budget a disposizione è invece «impossibile tenere aperte più a lungo le biblioteche tutto l’anno anche se i cittadini lo chiedono - anticipa Finazzer -. Senza aumentare gli orari vogliamo renderli più flessibili, in base alla richiesta effettiva. E in due casi faremo il test di apertura fino a mezzanotte per offrire luoghi di studio serali agli universitari». Tra le novità del 2010, ci sarà l’apertura a giugno di un Caffè letterario nel cortile interno di Palazzo Reale, che funzionerà tutto l’anno ma specialmente d’estate sarà di supporto al cinema all’aperto. Per parlare di biglietto unico per i musei bisognerà attendere novembre e l’apertura del Museo del Novecento all’Arengario (sarà abbinato a Palazzo Reale e Museo del Duomo). I ticket per le mostre comunali «non aumenteranno, sono contrario, anzi dove è possibile offriremo sconti e ingressi gratuiti», garantisce l’assessore. In consiglio comunale, dove ad aprile approderà il Bilancio 2010, confida che si crei una lobby bipartisan a sostegno della cultura, con emendamenti targati Pdl, Pd e Lega ad incanalare più risorse al settore. L’appello a sponsorizzare un settore che «tira» si augura invece che sia ascoltato anche dal mondo del commercio e degli albergatori, «inizieremo a studiare insieme un progetto per pacchetti turistici culturali». L’altro sos è al governo: «Se gli investimenti dei privati sul settore fossero completamente defiscalizzati, Milano ne avrebbe un beneficio economico straordinario».