Ecco le facce da provinciali protagoniste del nostro gioco

(...) Fra l’altro, è importante ripetere che, ovviamente, se uno ha dieci voti, quei dieci suffragi possono venire anche tutti dalla stessa persona. E quindi il gioco non ha alcun valore scientifico. Ma, certo, è comunque una cosa più seria di certi sondaggi sedicenti seri che girano su internet, nei quali ciascuno può votare anche mille volte, con un semplice clic a tre tasti, senza che nessuno lo contesti. Insomma, giochiamo a carte scoperte, non spacciamo questo gioco come la panacea di ogni male della politica locale e, soprattutto, non obblighiamo nessuno a votare o a partecipare.
Detto questo, facciamo un primo punto dei risultati, al giro di boa dei primi dieci giorni di pubblicazione dei tagliandi, che terminerà prima di Natale. Innanzitutto, una notazione sui numeri. Il gioco è partito addirittura più forte di quello «Scegli il tuo sindaco» e questo è molto significativo, perchè dimostra che avete capito perfettamente cosa c’è in ballo, anche se il presidente della Provincia, spesso, è un’entità astratta, una figura mitologica da manifesto elettorale.
Un’altra ottima notizia è il fatto che emergano nomi nuovi, che è sempre un buon segno. E altri ne aspettiamo. Anche perchè, come abbiamo spiegato spesso, il nostro appello è rivolto anche al di là delle colonne d’Ercole di Pdl e Lega, ma può coinvolgere anche esponenti di altri schieramenti. Ricordo, ad esempio, nello scorso gioco, il buon successo personale di Giovan Battista Raggi, tesoriere del Partito democratico e assessore nella (buona) giunta di Santa Margherita Ligure e i voti odierni alla senatrice Roberta Pinotti. Quindi, porte aperte anche a nomi nuovi, che arricchiscono il dibattito e la possibilità di scelta di chi, alla fine, serrerà le fila per la candidatura.
E infine, l’identikit di chi in classifica c’è già: da Alberto Cattaneo, professionista stimato, liberale doc, amante di Santa Margherita Ligure e già protagonista di «Scegli il tuo sindaco»; ogni volta che scende in campo, i suoi amici si mobilitano. Poi, c’è Michele Scandroglio, coordinatore regionale del Pdl, che è probabilmente la candidatura politicamente più forte fra tutte quelle emerse e, soprattutto, una di quelle che può arrivare alla fine del gioco e trasformarsi in indicazione sulle schede. Massimo Pernigotti, capogruppo della Lista Biasotti (quella vera, quella arancione, sopravvissuta al suo fondatore e al dissolvimento nel Pdl, in Provincia), ha già fatto molto bene all’opposizione a Palazzo Spinola e la nascita di molti comitati in suo nome, da Voltri alla Fontanabuona, tutti con nomi e sedi, è un segno di stima e di forza. E, passando da un capogruppo all’altro, Giuseppe Rotunno, numero uno del Pdl in Provincia, è uno dei padri di questo gioco, essendo stata sua la proposta pubblica al Giornale di far correre anche i candidati per la presidenza provinciale. Felice Ravalli è un altro di quelli che c’era allora e c’è oggi: animatore del comitato pro-Lagaccio è radicato nel quartiere e i suoi fans passano ogni giorno in redazione con i tagliandi per lui.
Andiamo avanti: Gino Morgillo, vicepresidente del consiglio regionale, è spezzino. Ma, ultimamente, è uno di quelli che sta facendo davvero politica anche a livello regionale e i tagliandini sono solo l’ennesimo segno di radicamento anche a Genova (e, forse, in qualche caso, anche un premio per la forza di alcune sue polemiche, sempre senza imbarazzi e senza mezze parole). Nicola Bisso, invece, è uno che il candidato presidente della Provincia l’ha già fatto per davvero, per la Dc e quindi ricorre volentieri, e c’è un particolare curiosissimo: i suoi fans spediscono i tagliandi uno ad uno, facendo felici (oltre a Bisso) anche i produttori di buste e Poste Italiane.
Stefano Garassino in questo momento è il leghista che sta più in alto in classifica: ex azzurro è ripartito dal basso, anche lui senza polemiche, senza sbattere porte e senza atteggiarsi a De Gasperi, con serietà, e guida la speciale classifica padana, davanti al capogruppo in Regione Edoardo Rixi e al leader «nazionale» della Lega Nord Liguria Francesco Bruzzone. Piccolo particolare: la candidatura alla presidenza della Provincia potrebbe anche spettare proprio al Carroccio.
Avanti: Walter Pilloni è un imprenditore che crede in quello che fa ed ha puntato tutto sui motori elettrici, senza mai essere aiutato dalla sua città; gli amici lo vorrebbero a Palazzo Spinola, lui professa amore per Musso, ma fra gli uomini in classifica stima Pernigotti, su cui ha chiesto di dirottare i voti. Alfonso Gioia è un altro che in Provincia c’è già, è nell’Udc che appoggia Repetto, ma molti nostri lettori lo votano, nello spirito migliore del nostro gioco che abbatte barriere di partito e di schieramento. Di Renata Oliveri non c’è nulla da dire, per lei parla lo straordinario ballottaggio ottenuto l’altra volta; oggi è capogruppo del misto a Palazzo Spinola. E anche per Gianni Plinio o si ha a disposizione un fascicolo speciale per dire chi è, o basta la parola (in classifica c’è anche il suo compagno di lotta agli sprechi Matteo Rosso, che pure ha già declinato l’invito alla candidatura non credendo nella Provincia). E i voti a Claudio Scajola sono un segno di stima e soprattutto di vicinanza e solidarietà.
Se si esclude Antonio Cassano, Alberto Gagliardi è il vero fantasista della classifica: i suoi voti sono anche il riconoscimento di tante cose dette prima, che si sono verificate dopo. Bruno Bertuccio, ex capogruppo di opposizione moderata a Isola Del Cantone, è l’immagine della persona perbene che sarebbe un ottimo candidato in Provincia, mentre i voti a Gian Luca Fois sono suffragi al coraggio di prendere posizione. Roberta Bartolini è stata votata da un paio di lettori che hanno allegato come motivazione del voto il fatto che avessero condiviso alcune sue lettere. Nicola Abbundo è uscito dalla Regione, ma non dalla stima di chi l’ha votato. E Mario Troviso, leader di Forza Nuova, è il segno di un’altra destra che vuole esserci, che spesso si fa sentire e che sul Giornale ha e avrà sempre diritto di parola. Ma è solo l’inizio.
È un gioco. Ma l’obiettivo finale, per una volta, se si riesce, è vincere.