Ecco la folle caccia al best seller del futuro

Come lo scrittore Vittorio Sereni viveva, durante gli anni in Mondadori l’appuntamento per gli addetti ai lavori

Ma lo sai che comincia sul serio a piacermi questo appuntamento autunnale con gente che non vedi per tutto il resto dell’anno, o quasi, e con cui hai appuntamento qui - e ti sembrano spaesati se per caso li incontri a Parigi, Londra o Milano, anche se sono a casa loro -, queste facce note che ti arrivano puntualmente davanti galleggiando a distanza di un anno con le loro luci di vecchie conoscenze staccandosi dal flusso opaco e silenzioso dei visitatori; o di cui avverti il richiamo, il fluido delle loro presenze, dietro quell’angolo o nel corridoio parallelo sotto le scritte da villaggio olimpionico, Italia France España eccetera, che ti orientano se non hai voglia di fermarti a sfogliare la guida o t’illuminano di colpo magari nel momento in cui ti pare d’aver perso il filo del labirinto e stai per abbatterti sfinito, accaldato, le gambe che ti dolgono, sulla prima seggiola che trovi e quasi ti scontri col solito Gastone altrettanto stanco e in più furente per conto suo, come stamattina a un tavolo del bar grande della Fiera. Lo stupido sono io - sbraitava - che continuo a vedere il mondo diviso tra intelligenti e idioti. Bella roba, e dove li metti i criminali? Sissignore, criminali. Perché io e te ci muoviamo sperando di essere tra gli intelligenti, o almeno più intelligenti di quell’altro, e lui sta al gioco, te lo lascia credere... tanto sa che tu badi alle regole e le rispetti mentre lui conta esattamente su questo, sulla tua osservanza, e sulla sua inosservanza, sull’infrazione alla regola che tu rispetti e lui no, tu parli e agisci sperando solo di batterlo sul tempo nei limiti del lecito e lui, zàcchete, arriva con la sua infrazione calda calda quando tu credi d’averlo battuto sul tempo e non hai ancora imparato che non c’è tempo che tenga se lui è pronto, due o tre attimi dopo di te, o anche una o due ore dopo di te, con la sua infrazione, quando poi ci sono altri criminali come lui che aspettano proprio questo per mettersi dalla sua parte... Ah ma la pagherà, la pagherà - e non sarò io a fargliela pagare, sarà qualcuno di quegli altri criminali che adesso stanno dalla sua... Con chi ce l’avesse Dio sa e non sono stato a domandarglielo, tanto più che da non molto distante arrivava la sghignazzata metallica e un po’ forzata con cui Guglielmo ammette e al tempo stesso convalida qualche tiro dei suoi quando la preda è già al sicuro e la cosa irrimediabile. L’ho lasciato alle sue escandescenze e il bello è che mi sentivo imbarazzato come se fossi stato io a fargli torto, capirai, l’ho piantato lì nella sua seggiola, centauro ferito o morente che fosse, a un crocevia della Fiera. \
Per quanto potevo giudicarne il progettato volume non era male. È fatto mi spiegano per rispondere a una domanda, questa: che cosa succederà nel mondo nei prossimi dieci anni? E cioè, che strade prenderà la politica, quali la scienza, quali l’urbanistica e i trasporti, quali le lettere e le arti, quali il costume... Un libro da fare subito, naturalmente. I testi, dovuti alla penna di alcuni illustri professori di varie nazionalità, sono pronti all’80%, le illustrazioni anche. Chiedo se pensano a una coedizione, col concorso di più editori e quali. Non necessariamente, rispondono. Sono già in trattative con editori non italiani? Francesi, americani? Restano nel vago. Cerco di prendere tempo. Il capo non è potuto venire, dovrei almeno chiamarlo al telefono. Non si potrebbe avere un piano, uno schema orientativo, une table des matières, une synopsis dettagliatissima da discutere a Milano dopo la Fiera? Nel giro d’una settimana potremmo dare la risposta. Qui cade la frase assassina, che del resto prevedevo, sul vivo interesse di un altro editore italiano. Insomma, mi danno tempo fino a domani; ma si ritengono del tutto liberi nel caso che nel frattempo un altro dimostrasse in concreto di volere il volume... Ma sì, era scontato, la guerra dei nervi è sempre scontata, in questi casi. Ora, l’idea non era gran che peregrina, non avevano scoperto niente. La televisione da noi, i rotocalchi hanno già fatto qualcosa di simile. Se fossi più versato in queste cose saprei dire anche fino a che punto il nostro pubblico è interessato a una roba del genere. Be’, non mi pare molto. E poi, sono altri i casi in cui sono disposto a rischiare senza chiedere istruzioni, non questi. Una cosa qui era evidente e si poteva onestamente sostenere: che l’interesse del progetto non stava nel «che cosa» ma nel «come». Nessuno scopre mai niente da solo, in assoluto, lo sappiamo. E si dà che il tiepido interesse dell’inizio per il che cosa si trasforma in passione per il come. È questione di vedere da che punto comincia il come... bisognerà tenere gli occhi aperti in questi tre giorni che mancano alla chiusura. Come spesso succede ci saranno in giro altri tre o quattro come di questa idea. In quale salotto, in quale stanza, presso quale stand? Bene, ho preso ventiquattro ore di tempo a mio rischio e pericolo, naturalmente. Tu che cosa avresti fatto al mio posto? E perché il nostro mentore - qui sta il punto - si è così gentilmente interposto? Per simpatia, pura simpatia, come lui dice? \
L’opzione, l’opzione di ventiquattro ore che scade. Lasciamola scadere, tanto s’è capito che non è quella che conta... I dieci anni, il libro dei prossimi dieci anni, figurati. Mi diverte pensare che ci guarderanno per un po’ come i detentori, i fortunati detentori dell’opzione che conta - i plutocrati, almeno, non gli altri, quelli dell’élite, appena appena infastiditi all’idea che per un caso si sia andati a sbattere nell’indizio valido, a interferire nelle loro piste... Ahah, - si divertono, penduli sulla lizza, quelli dell’élite (e tra loro, sempre più su di qualche nota, straziante come plutocrate che non ce la fa a passare da aristocrate, barbagianni travestito da sparviero, c’è sempre un volatile intruso, uno svolazzo abusivo) - ahah. Faites vos jeux, Messieurs Dames. Faites donc vos jeux ...