Ecco la formula della Cdl per la sicurezza

Rita Smordoni

Consiglio comunale sulla sicurezza ogni due mesi. Lotta alla prostituzione. Presidio fisso di vigili nei campi nomadi, smantellamento di tutte le baraccopoli. E potenziamento della polizia municipale. Queste le misure contenute nella mozione sulla sicurezza discussa ieri mattina in via delle Vergini dai consiglieri della Cdl con i sindacati del comparto. Subito dopo Gianni Alemanno e i capogruppi capitolini di An, Fi, Udc hanno illustrato alla stampa la mozione, che è stata presentata due ore dopo al consiglio comunale. Mozione che mette in luce le cose non fatte e quelle da fare. Ma è soprattutto un atto d’accusa contro l’inerzia della giunta Veltroni in questi mesi. «Roma non è Napoli, ma la città sta incubando una serie di fattori di rischio che possono esplodere» afferma Alemanno. Come fattori di rischio la Cdl elenca: le decine di baraccopoli lungo il Tevere e l’Aniene, alle stazioni Termini, Tiburtina, Ostiense, e all’Esquilino; il proliferare della prostituzione lungo la Salaria, all’Eur, in via Palmiro Togliatti; il commercio abusivo; la violenza politica e le okkupazioni dei centri sociali. Ma dove la mozione affonda i colpi è soprattutto sul dilagare dei campi nomadi in ogni angolo della città. Nei parchi, vicino alle case, nelle grandi aree di parcheggio. «Spuntano all’improvviso, all’inizio 5-6 roulottes, 10-15 nomadi, dopo qualche giorno diventano 3-400 - afferma Alemanno -. Nessuno sa più come cacciarli». «Sfidiamo il Sindaco a dirci quanti e quali sono gli insediamenti rom» aggiunge il capogruppo di An, Marco Marsilio che puntualizza: «Di sicuro Veltroni neppure lo sa. Noi di campi ne abbiamo contati più di cento». «A Castel Romano - denuncia il capogruppo Udc Dino Gasperini - la deroga per l’insediamento di 800 rom in un parco vincolato doveva durare pochi mesi, è passato un anno e i rom sono sempre lì. Alla faccia della legge». La mozione impegna Veltroni e il presidente del consiglio a convocare ogni due mesi l’Aula Giulio Cesare su obiettivi riguardanti la sicurezza. Lo impegna ad attivarsi, come componente del Comitato per l’ordine e la sicurezza, per il rispetto del tetto di 200 nomadi per campo e contro l’accattonaggio minorile. «La scolarizzazione è da rivedere completamente - rimarca però Gasperini -. Le associazioni che hanno i ragazzini in affidamento dicono che l’84 per cento frequenta la scuola. Allora l’esercito di bambini e adolescenti che elemosinano ai semafori e sulla metropolitana chi sono? Quanti effettivamente frequentano, devono dirlo le scuole». Il documento della Cdl impegna Veltroni ad eliminare le baraccopoli e a far censire ogni insediamento, abusivo o meno, con l’espulsione degli irregolari secondo la legge Bossi-Fini. E lo impegna altresì a controllare il fenomeno della prostituzione, mediante telecamere, ordinanze di traffico e presenza costante di vigili. Un capitolo a parte la mozione lo dedica al potenziamento della municipale, mettendola in grado di fronteggiare con successo la microcriminalità, mediante l’immediato armamento degli agenti impegnati nei compiti di maggior rischio. Quanto all’organico, occorre «procedere celermente all’espletamento dei concorsi per l’assunzione di nuovi vigili in modo da rielaborare completamente la pianta organica e garantire la presenza capillare sul territorio anche nelle ore notturne». Ma il Comune fin qui che ha fatto sul piano della sicurezza? «L’unica decisione presa da Veltroni - replica Michele Baldi, capogruppo di Forza Italia - è stata di abolire l’assessorato alla sicurezza. La stessa commissione sicurezza non è mai stata convocata in cinque mesi neppure una volta». E della mozione del 2003 che impegnava all’unanimità il sindaco a dare attuazione al vigile di quartiere? «Di quella se ne sono perse le tracce» risponde Fabio De Lillo, consigliere di Fi.