Ecco il gelo annunciato: «Durerà fino al 15»

I meteorologi stavolta sono stati precisi come i più proverbiali orologi svizzeri. Ha investito ieri l’Italia l’annunciata ondata di freddo gelido proveniente dall’Europa del nord-est. A colpire è soprattutto la rapidità del cambiamento: temperature minime crollate dalla notte alla mattina, fuori giacconi, maglioni e sciarpe per questa anteprima d’inverno.
Sulle Alpi dell’Alto Adige il primo record: 21 gradi sotto zero e vento a 100 km orari in cima al Beltovo, massiccio dell’Ortles, 3.325 metri di quota. Insomma questa mattina temperature «blu» in tutta la regione (0 gradi a Trento, -6 al passo del Tonale, -3 a Peio), prime nevicate in quota, passo Stalle transitabile in auto solo con catene. Freddo e vento anche in Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, mentre anche in Abruzzo sono caduti i primi fiocchi bianchi, ricoprendo nella notte le cime del Gran Sasso e della Majella. Scende il termometro anche nelle grandi città del centro-nord: Milano min 9-max 19, Torino min 8-max 17, Roma min 11-max 18. Al centro-sud, invece, previste piogge sparse e temperature più miti: Napoli min 13-max 20, Palermo min 18-max 24, Siracusa min 13-max 25.
Il peggioramento delle condizioni meteo marine e il forte vento hanno anche provocato difficoltà nei collegamenti fra la Sicilia e le isole minori, isolate Lampedusa e Pantelleria. Difficili anche i collegamenti da Trapani con Favignana e Levanzo nelle Egadi, mentre è al momento sospeso il collegamento via mare con Marettimo. Oggi, avverte il servizio meteo della Protezione civile nazionale, le temperature subiranno «un’ulteriore diminuzione in particolare nei valori minimi sulle regioni centro-meridionali adriatiche; moderata formazione di ghiaccio a quote collinari e, localmente, a livello del mare sulle centrali adriatiche e sulle regioni meridionali peninsulari». Neve sull’Appennino centrale sopra i 700-900 metri. Venti forti al sud, mari agitati o mossi.
Guardando al brevissimo periodo, freddo per sabato e domenica, poi le temperature si rialzeranno un po’. Questo il quadro fornito dal bioclimatologo dell’istituto Ibimet del Cnr di Firenze, Giampiero Maracchi: «Siamo rientrati nelle temperature stagionali - dice l’esperto - L'effetto è dirompente perché abbiamo avuto un ottobre anomalo e molto caldo».