«Ecco come Genova dimostra agli arabi che non è razzista»

L’impegno di «Alt» a favore dei piccoli talassemici che provengono dal Marocco

(...) dell'arresto di una cittadina somala che aveva giudicato razzista l'Italia, credo non si voglia tenere conto del molteplice impegno profuso sia dal Governo che dalle varie ONG che quotidianamente intervengono in aiuto di cittadini provenienti da altri paesi.
Tutto ciò, naturalmente, avviene in quanto si strumentalizzano al massimo e per motivi puramente ideologici episodi isolati di inqualificabile violenza ma che non hanno come matrice una volontà razzista bensì mettono in luce la grave carenza culturale di cui è vittima il nostro paese ormai incapace di garantire un buon livello di educazione ai suoi figli.
Vorrei portare ad esempio quanto sta avvenendo qui a Genova in termini di assistenza ai bambini thalassemici di Rabat grazie ad una collaborazione promossa dall'Associazione Ligure Thalassemici Onlus ed alla quale hanno risposto entusiasticamente i club Rotary del Distretto 2030 e l'ABEO Liguria Onlus.
Fin dal 2005 ha preso il via un progetto di assistenza che si è progressivamente consolidato negli anni e che ha persino trasformato la sua natura originaria divenendo molto più che un semplice aiuto a qualche bambino particolarmente sfortunato.
Gli obiettivi attualmente prefissi sono molto più ambiziosi e mirano addirittura a costruire un centro di eccellenza per la cura di questa malattia, molto diffusa nell'area mediterranea e della cui esistenza in Marocco, poco si sa. Il progetto verrà realizzato senza trascurare il processo di assistenza continua ad alcuni bambini che hanno così migliorato le proprie condizioni di salute al punto di guardare con ottimismo al loro futuro.
In questi giorni abbiamo ospitato nella nostra città Samira, la mamma di Ayoub un bambino thalassemico che assistiamo da alcuni anni, la quale ha dato alla luce qui a Genova un magnifico bambino Wassim.
La signora Samira, con la quale abbiamo parlato dell'argomento, ha certamente un'idea diversa rispetto al presunto razzismo di cui soffrirebbero gli italiani basta chiederle cosa pensa per sentirsi rispondere «Grazie agli italiani, ma soprattutto ai genovesi i nostri bambini hanno ripreso a vivere e le loro famiglie possono coltivare la speranza di vedere i figli crescere proprio come succede qui in Italia dove questa malattia non fa più paura come da noi».
Proprio così, parlare di Genova a Rabat è come parlare di Lourdes.
Alla nostra città , al Centro della Microcitemia del Galliera ed alle associazioni coinvolte in questo progetto guardano con affetto e riconoscenza quelle persone ci hanno conosciuto e che non pensano certo che gli italiani siano razzisti.
Tutto ciò fa parte di un progetto dal respiro ben più ampio che fa della solidarietà il suo motore principale ma che rappresenta l'esportazione di un concetto, patrimonio della nostra cultura occidentale dalla matrice cattolica, che mette l'uomo ed il suo benessere al centro dell'universo indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione professata o dal luogo da cui proviene.

*Presidente Alt Onlus
Associazione Ligure

Thalassemici